Palladini fa le carte al derby: «Pescara, vinci e ritorna in B»

L’ex centrocampista e bandiera del Delfino: «Nel 2002 svoltammo la stagione dopo il pari contro il Diavolo»
PESCARA. Una bandiera del Delfino fa le carte al derby. Ottavio Palladini, tecnico del Porto Sant'Elpidio (Eccellenza), l'ex centrocampista e recordman di presenze nella storia del Pescara (circa 350) che nel 2018 per qualche mese è stato allenatore del Teramo.
Palladini, che partita sarà? «Difficile fare pronostici. Il Pescara ha il vantaggio di giocare sul proprio campo in erba naturale, mentre al Bonolis c'è il sintetico che può creare difficoltà a chi non è abituato. Il Delfino è favorito, ma nei derby nulla è scontato». Come giudica il cammino dei biancazzurri? «Sono partiti bene, poi qualcosa si è inceppato. Non mi aspettavo l'involuzione. Davanti Reggiana, Modena e Cesena corrono, ma se il Pescara troverà il giusto assetto potrà tornare in corsa». C'è un giocatore che le piace? «Pompetti. Ha grandi doti tecniche, mi ricorda l'argentino Redondo (ex Milan e Real Madrid, ndc). Il 4-3-3 potrebbe esaltare le sue caratteristiche e anche quelle di Memushaj. L'albanese ha ottime capacità di inserimento e ha sempre segnato tanto». Galano non riesce ad incidere. Perché? «Non è sereno, quando sarà più tranquillo farà la differenza. Le qualità non si discutono, in C Galano è un lusso, basta poco per riaccendere la scintilla. Nel 2002-03 noi avevamo Giampaolo che accettò di scendere in C e si rivelò un trascinatore». Ricorda i derby di quell'anno con il Teramo? «Certo, all'andata all'Adriatico pareggiammo (3-3) grazie all’autorete di Castelli nel recupero. Ma il Teramo avrebbe meritato la vittoria. Quella gara ci fece capire che bisognava cambiare strategia. Ivo Iaconi fu bravissimo: lasciò il 3-4-3 e passò al 4-2-3-1. Chiudemmo primi insieme all'Avellino, ma grazie al vantaggio negli scontri diretti gli irpini andarono direttamente in B. Poi noi li raggiungemmo vincendo i play off. Magari la storia si ripeterà. Il match di ritorno finì 1-1 e fu molto equilibrato».
Cosa pensa del Teramo? «È una squadra giovane che gioca in modo sbarazzino, potrà centrare la salvezza. Inoltre, è tornato Sandro Federico, un uomo che sa di calcio. La società ha fatto bene a riprenderlo». Rimpianti per l'esonero di tre anni fa? «No, solo un po' di dispiacere per come andò a finire, sono convinto che ci saremmo salvati, ma non porto rancore».
Giovanni Tontodonati

