PALLAVOLO»NUMERI E PROSPETTIVE

16 Maggio 2016

PESCARA. Se il parametro di riferimento fosse la rosa dei venti contestualizzata ai tempi del Regno di Napoli, allora si parlerebbe di “quelli del maestrale” per l’Abruzzo Ultra e di “quelli del...

PESCARA. Se il parametro di riferimento fosse la rosa dei venti contestualizzata ai tempi del Regno di Napoli, allora si parlerebbe di “quelli del maestrale” per l’Abruzzo Ultra e di “quelli del libeccio” per l’Abruzzo Citra. Ma siamo nel 2016 e poi il vento dà parecchio fastidio alla pratica di questo sport che si svolge in prevalenza al chiuso. Comunque, la riforma annunciata dal Coni parla chiaro e dei quattro comitati provinciali della pallavolo abruzzese dal prossimo anno ne resteranno in vita soltanto due: si chiameranno “Comitati territoriali”, che per l’Abruzzo significa unificazione di Teramo con l’Aquila (comitato Abruzzo nord-ovest) e di Pescara con Chieti (comitato Abruzzo sud-est). Resta in vita, ovviamente, il comitato regionale che sovrintende ai due extraprovinciali.

«Il Coni su base nazionale sta rivedendo le strutture provinciali Fipav per creare risparmi e razionalizzazione di risorse», spiega Fabio Di Camillo, presidente regionale Fipav, «e noi siamo allineati alla riforma. Chieti, con le sue 36 società, la maggiore nella regione, avrebbe potuto tenere un comitato a sè, ma ha deciso di unirsi a Pescara e questo è un buon segno. L’Abruzzo risente del fatto che i maschi che praticano la pallavolo sono pochi, mentre nel settore femminile tiene. Tant’è che proprio le ragazze per la prima volta partecipanno con la rappresentativa abruzzese al “Trofeo dei tre mari” a San Lucido, in provincia di Cosenza, insieme a Calabria, Basilicata, Puglia, Campania e Molise. E poi per garantire un futuro a questo sport ci stiamo dando da fare per aggregare ragazzi con i progetti Spike 3, megnio conosciuti come “S3”, nelle scuole elementari e medie». Ma può crescere la pallavolo abruzzese? «Certamente, riprende Di Camillo, «visto che per troppo tempo ci siamo chiusi in noi stessi. C’è bisogno di lavorare per confrontarci con realtà più importanti della nostra. Bisogna fare sforzi per evitare di vincere campionati e poi retrocedere l’anno successivo. Per questo è necessario puntare sulla qualità e investire sulle giovanili delle società. In quest’ottica abbiamo tagliato i ripescaggi e ridotto il numero di squadre nei campionati di serie C e D, con al massimo 12 società, per creare anche più competitività. Ma c’è bisogno di fare un salto in avanti anche nel modello organizzativo delle società», sottolinea Di Camillo, «che a oggi è scadente in varie realtà. È necessario impostare bene la gestione finanziaria delle società con tanto di consulenze specialistiche perché è importante che tutta la documentazione sia corretta. Le associazioni sportive dilettantistiche vanno gestite con criterio, e invece almeno l’80% mostra carenze. Come Fipav Abruzzo stiamo cercando di dare risposte sempre più utili alle società. Un altro aspetto da non sottovalutare», continua Di Camillo, «sono i corsi di formazione per allenatori che vanno potenziati, anche se come regione non siamo messi male. Preoccupa, invece, il fatto che mentre le nostre rappresentative salgono di livello, molti talenti abruzzesi vadano a finire fuori regione per giocare quando potrebbero restare qui. Faccio un esempio: mi piacerebbe vedere la Sieco Impavida, massima espressione del volley regionale in A2, che consolida il suo ruolo di protagonista con atleti che altrimenti finirebbero in squadre fuori dall’Abruzzo».

Il Sora in Superlega. Il Sora si aggiudica il play off promozione contro il Vibo Valentia. Il sestetto laziale ha vinto gara 5 battendo in trasferta i calabresi per 3-1 (20-25, 25-23, 25-19, 30-28) e aggiudicandosi la serie per 3-2. Vibo era in vantaggio nelle gare per 2-0.