Paolucci: Delfino super, ma occhio al Cittadella

Il centrocampista dell’Entella è un doppio ex: «Non sono affatto sorpreso dal ruolino di Pillon»
PESCARA. L’estate scorsa ha accettato una nuova sfida pensando di disputare un altro campionato di serie B, ma dopo mesi di incertezze e duelli nei tribunali la Virtus Entella non è stata ripescata. Così, Andrea Paolucci è ripartito dalla terza serie con l’obiettivo di riprendersi la cadetteria. Ora i liguri sono primi con quattro punti di vantaggio sul Piacenza e sull’Arezzo che però hanno disputato rispettivamente tre e due gare in più.
Paolucci segue con interesse il cammino del Pescara, la squadra dove è cresciuto e che lo ha fatto debuttare in B nel 2005 contro il Torino (allenatore Maurizio Sarri) quando non aveva ancora compiuto 19 anni. L’anno dopo è stato ceduto alla Fiorentina.
Sabato il Delfino sfiderà il Cittadella al Tombolato, lo stadio che ha visto protagonista Andrea per cinque stagioni dal 2012 al 2017. «Sarà sicuramente una bella partita», dice Paolucci, «si affronteranno due squadre che hanno bisogno di punti per centrare i propri obiettivi. Chi vincerà? Impossibile fare pronostici, sarà una gara aperta a ogni risultato. Mi sbilancio un po’ solo per indicare due calciatori che potrebbero decidere l’incontro. Da una parte Schenetti, un trequartista di grandissima qualità, dall’altra Mancuso che sta dimostrando di essere un bomber implacabile».
Passano gli anni, il Cittadella cambia tecnici e calciatori, ma i risultati sono sempre positivi. «Sì, ormai è una realtà consolidata di questa categoria grazie alla forza della società e soprattutto alla bravura di Marchetti, uno dei migliori direttori sportivi in circolazione. Poi c’è Venturato, un allenatore preparatissimo che arriverà in serie A. È chiaro che la serenità dell’ambiente consente a tutti di lavorare ed esprimersi al meglio, un po’ quello che accade qui a Chiavari».
A dieci giornate dalla fine, il Pescara è al terzo posto. «Per me non è affatto una sorpresa. La rosa è forte, mi aspettavo di vedere in alto i biancazzurri. Già l’anno scorso, dopo l’arrivo di Pillon, erano diventati una squadra vera e in questa stagione hanno dato seguito a quel lavoro. Forse ci sono alcune squadre un po’ più attrezzate, ma credo che solo il Benevento sia nettamente superiore a tutte. E sono convinto che il Pescara si giocherà la promozione fino alla fine». (g.t.)
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