Paolucci lascia l’agonismo: «Sarò dirigente del Città Sant’Angelo»

SANT’ANGELO. Trentanove anni il prossimo 15 settembre. Ma domani, nel match contro l’Albatro Siracusa, Roberto Paolucci, giocherà la sua ultima partita. E sicuramente il PalaCastagna di Città Sant'...
SANT’ANGELO. Trentanove anni il prossimo 15 settembre. Ma domani, nel match contro l’Albatro Siracusa, Roberto Paolucci, giocherà la sua ultima partita. E sicuramente il PalaCastagna di Città Sant'Angelo saprà tributargli i giusti onori. Saluta un giocatore che si è contraddistinto per la tenacia unita al talento e alla passione per la pallamano. Nato a Chieti, ala sinistra, la carriera di Paolucci è stata vissuta prevalemente in Abruzzo con le maglie del Cus Chieti e della Pallamano Città Sant’Angelo, formazione che lo ha accolto di nuovo da due stagioni. «Con la mente potrei anche continuare ma il mio fisico», sottolinea Roberto Paolucci, «ha detto basta. Già da un po’ vengo soprannominato scherzosamente il Totti della pallamano. Voglio dedicare anche più tempo ai miei figli e giocando nel fine settimana questo non mi era più possibile. Chiudo la carriera nel migliore dei modi dopo aver raggiunto uno storico risultato col Città Sant’Angelo: la conquista dei play off scudetto. Ringrazio la società e il tecnico Nicola D’Arcangelo che mi ha voluto permettendomi di vincere il campionato di A2 ea chiudere nella massima serie con un gruppo di compagni favolosi. Rimpianti? Non ce ne sono. Qualche anno fa ho avuto l’opportunità di giocare a Fasano e a Teramo ma ho preferito rimanere vicino casa perché stavo costruendo la mia famiglia. E, a distanza di anni, devo dire di aver fatto la scelta giusta. Anche perché a Città Sant'Angelo sono stato sempre molto bene. Non a caso ho deciso che, nel mio futuro, inizierò la carriera dirigenziale proprio con la società del presidente Enio Remigio». Un pensiero lusinghiero è arrivato anche dalla sua società. «È stato un giocatore tecnico e sempre disponibile con i più giovani a cui dispensa tanti consigli», ha detto Remigio, «alla manifestazione di addio alla pallamano giocata ci saranno riconoscimenti anche dalle altre società nelle quali ha militato, Monteprandone e Chieti».
Matteo Falzon
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