PARADOSSO SARRI FERMO E RAIOLA IN NAZIONALE...
C’è qualcosa che non torna se Maurizio Sarri - il tanto osannato Maurizio Sarri per il quale è stato coniato il neologismo sarrismo - rischia seriamente di restare senza panchina nella prossima...
C’è qualcosa che non torna se Maurizio Sarri - il tanto osannato Maurizio Sarri per il quale è stato coniato il neologismo sarrismo - rischia seriamente di restare senza panchina nella prossima stagione. A casa con lo stipendio pagato dal Napoli a cui è legato fino al giugno 2020. Sì, perché il Chelsea sta virando su altri nomi (Blanc in netto vantaggio su Luis Enrique) e il tecnico di Figline Valdarno resta imprigionato. Difficilmente si aprirà una porta al Tottenham, visto che Pochettino sembra resistere alle sirene del Real Madrid. In serie A le big hanno le panchine occupate. E il Napoli per il suo futuro ha scelto Carlo Ancelotti. Che Sarri abbia sbagliato più di una mossa nel braccio di ferro a distanza con Aurelio De Laurentiis è poco ma sicuro. E rischia di pagarne le conseguenze a caro prezzo. D’altronde, pagare otto milioni di euro per la clausola rescissoria di un allenatore è davvero troppo. Non poteva farlo nemmeno il Chelsea che tra l’altro ha sotto contratto Antonio Conte per una decina di milioni. Ma è un paradosso che il tecnico più celebrato dall’opinione pubblica calcistica italiana sia intrappolato e destinato a restare fermo. Bravo, ma non vincente. A tal punto che il Napoli è andato a prendere Ancelotti - uno che ha vinto ovunque in Europa - prim’ancora che desse una risposta alla proposta di De Laurentiis. Alla resa dei conti Maurizio Sarri si è rivelato più abile a insegnare calcio che a disegnare la propria strategia professionale.
Dall’azzurro napoletano a quello della Nazionale. Non solo per sottolineare come le amichevoli di fine stagione stanno certificando il grave stato di crisi del calcio italiano, sul piano tecnico. Una sorta di serie B in cui è sceso malinconicamente. No, c’è dell’altro. L’incursione non autorizzata (cena con i suoi assistiti e altro) di Mino Raiola nel ritiro della Nazionale nei giorni scorsi è gravissima. Tanto che è stata censurata dal commissario Fabbricini. Ed è il termometro della confusione che regna nel nuovo corso federale, anche a livello organizzativo. E la giustificazione non può essere che in passato era già accaduto con altri procuratori. Un precedente non basta per aprire le porte all’anarchia. In un contesto fatto di regole qualcuno avrebbe già pagato. Invece...
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