Parisse, comincia il lungo addio

17 Marzo 2019

Con la Francia (22ª sconfitta di fila) l’ultima del capitano nel Sei Nazioni, poi ci saranno i Mondiali

ROMA. Le lacrime alla fine, in campo prima davanti al 50mila spettatori e in conferenza stampa poi. Un mix di sentimenti per Sergio Parisse, capitano vero, che dice addio allo stadio Olimpico con l'ennesima sconfitta al Sei Nazioni - 14-25 contro la Francia e Italia ancora a quota 0 in classifica - e per il suo fido amico Leo Ghiraldini, fuori dal campo in stampelle per un infortunio ai legamenti del ginocchio destro che potrebbe metterlo ko anche per il Mondiale. Dici Sei Nazioni e per l'Italia è sinonimo di Sergio Parisse. Per il quale ieri era l'ultima presenza nel torneo. Azzurro dal 2002, praticamente due anni dopo l'ammissione dell'Italia nell'elite europea, il suo probabile addio a fine anno, dopo il prossimo Mondiale, arriva alla centesima presenza dell'Italia nel 6 Nazioni. Sognava di vincere almeno l'ultima, ma contro la Francia tutto è sfumato a causa dei troppi sbagli degli azzurri per la 22ª sconfitta di fila: «Tutti abbiamo fatto errori nella carriera», dice giustificando la meta sbagliata dell'esordiente Zanon. Poi si commuove in conferenza stampa, pensando a Ghiraldini: «Poteva essere una bellissima giornata con una vittoria. A fine partita vedere Leo con le stampelle è stata dura», le parole di Parisse, nato a La Plata da genitori aquilani emigrati in Argentina. «C'è tantissimo sacrificio dietro le quinte, mi dispiace per lui. Ma per il Mondiale posso dire che se il mondo non crede in noi, ci crediamo noi stessi in questo gruppo». Parisse l'istituzione, un sigillo di garanzia, un punto di riferimento che dopo i Mondiali mancherà agli azzurri in campo, lasciando un'Italia al momento senza eredi. Recordman di presenze in Nazionale con ben 138 caps in azzurro con quella di ieri contro la Francia, l'ultimo commiato prima di immergersi nel finale di stagione con lo Stade Français e poi pensare al Mondiale è un'amara constatazione: «È incredibile, non trovo le parole», si interroga il capitano. «Usciamo con la sensazione di aver dominato e la Francia ha segnato queste due mete, ma abbiamo dimostrato che fisicamente siamo più forti di loro. La cultura del lavoro di questo Sei Nazioni è quella giusta ed è quella che dobbiamo portare avanti anche in Coppa del Mondo», conclude il suo ultimo Sei Nazioni con la nomina a man of the match, per lui l'applauso più lungo di tutto l'Olimpico. Forse l'ultimo.
6 Nazioni al Galles. Grazie al successo per 25-7 il Galles ha vinto l’edizione 2019 del torneo, centrando il terzo Grande Slam (ovvero vincere tutte le cinque gare del torneo).