Parisse lancia l’Italrugby: «Battiamo il Galles»

9 Febbraio 2019

Sei Nazioni. Azzurri all’Olimpico di Roma, il capitano carica: «È giunto il momento di vincere»

ROMA. Un'attesa lunga quattro anni, perché l'ultima vittoria degli azzurri al Sei Nazioni risale al 2015 con la Scozia ed era in trasferta. L'Italia del rugby oggi a Roma (ore 17,45, diretta tv su DMAX)torna tra le mura amiche sfidando il Galles, nel primo dei tre match che giocherà in casa nel torneo più prestigioso del mondo ovale ed è il capitano Sergio Parisse (oggi 136 caps in azzurro) a dare la sveglia all'ambiente nell'anno che porterà dritti alla Coppa del Mondo in Giappone. Dopo il ko di Murrayfield con la Scozia, l’aquilano Parisse ammette che «dopo una sconfitta il clima è un po’ negativo, ma ci sta», spiega il capitano azzurro. «Perché questa squadra da un po’ di tempo non si accontenta più di essere competitiva e basta, vuole vincere». Da capitano, difende e compatta i suoi, esaltando le doti di «entusiasmo e resilienza», ma allo stesso modo lascia intendere come ci sia frustrazione anche all'interno dello spogliatoio per la mancanza di vittorie nel torneo che ormai persiste da troppo tempo: «Attorno a noi sentiamo che c'è un po’ di mancanza di fiducia, si parla troppo della squadra e del gruppo in modo non positivo. Anche se non è vero che tutto è negativo». Anche se dall'esterno, come in ogni disciplina, se non arrivano i successi iniziano di pari passo i mugugni e i dubbi: «Ma noi non ci siamo mai seduti sul fatto che facciamo il 6 Nazioni», rivendica Parisse, «anzi per noi è un grande onore far parte di questo torneo prestigioso. Da diverse partite non vinciamo e questa cosa non ci piace. Già da domani (oggi, ndr) vogliamo cambiare, ma è anche vero che nessuno ci ha invitati perché siamo un bel paese o perché si può fare un bel week end a Roma. In passato questa nazionale se l'è guadagnata sul campo la partecipazione, con un pizzico di orgoglio ne ho disputata anche io qualcuna di quelle partite, dimostrando al mondo che siamo anche capaci di battere grandi squadre. Molti dicevano nel passato recente che altre nazioni meritavano più di noi, ma sono tutte lontane dal nostro livello». Di fronte a un Olimpico che con la solita fiducia cieca degli amanti dell'ovale sarà pieno come non mai per la sfida ai gallesi di coach Gatland e Parisse promette «che c'è voglia di essere padroni del gioco, cosa che non è successo con la Scozia». «Domani vogliamo avere il possesso e di non lasciare i gallesi con la palla in mano. Non vogliamo passare tutto il pomeriggio a rincorrerli».