Parla Rabottini: «Epo? Io sono pulito»

Il corridore aspetta le controanalisi e affida la sua prima reazione ufficiale a un comunicato del suo legale
Poche parole, un comunicato stringato scritto dall'avvocato, per dire: «Io sono pulito».
È la prima reazione ufficiale di Matteo Rabottini, il ciclista contro cui è stato puntato l'indice con l'accusa di doping. Il corridore pescarese non ci sta e respinge ogni addebito. Si appella alle contro-analisi nella speranza che certifichino la sua innocenza così come lui la grida al mondo. Sostiene di essere pulito, ma, nel frattempo, ha perso la Nazionale e la possibilità di partecipare ai Mondiali su strada in programma in Spagna. «Ho appreso dall'Uci (Union Cycliste Internationale) della mia squalifica provvisoria (in realtà si tratta di una sospensione dall'attività agonistica, ndr) dalle corse poiché nei risultati delle analisi, i cui prelievi sono stati eseguiti il 7 agosto 2014, si sarebbero rilevate tracce di Eritropoietina (EPO)», quanto scrive Matteo Rabottini. «Sono una persona pulita e ho la coscienza a posto: le persone che mi conoscono e che mi stanno vicino in questo momento, il più difficile della mia vita, sanno quello che sono e sanno i valori della vita a cui mi ispiro giornalmente. A tutti i controlli che mi hanno sottoposto, per i quali non mi sono mai rifiutato, non è stato mai rinvenuto alcun valore anomalo, il mio passaporto biologico ne è conferma. Non ho mai assunto né prima, né durante e né dopo gli ultimi controlli sostanze vietate, tanto meno l'Epo», sostiene il 27enne figlio d'arte.
«Sono fiducioso che si chiarirà presto questa drammatica vicenda professionale e familiare all'esito dei risultati delle contro-analisi che verranno richieste dal mio avvocato Enrico Della Cagna. Mi dispiace tanto per le eventuali conseguenze negative che oggi si stanno riflettendo sulla dirigenza della mia squadra Neri Sottoli Yellow Flou, nonché sui miei compagni, la quale è rimasta incredula della notizia, che prima di intraprendere qualsiasi decisione attenderà il risultato delle contro-analisi». Questo sostiene Rabottini, in realtà il team toscano della Neri Sottoli Yellow Flou ha fatto sapere di aver sospeso il corridore. Il ds Luca Scinto si sarebbe scagliato contro Rabottini, escludendo ogni responsabilità del team. Che l'anno scorso è stato colpito duramente dal doping, basti ripensare alle vicende di Santanbrogio e di Di Luca. Quest'ultimo è stato radiato dal mondo dello sport perché alla soglia dei quarantanni è stato nuovamente inchiodato spalle al muro per uso di doping. Lo stesso Di Luca, poi, ha parlato del doping come di una consuetudine per il mondo delle due ruote. In effetti, ogni tanto qualcuno cade nella rete dei controlli. Questa volta, però, Rabottini prende il coraggio a due mani e grida la sua innocenza. Spera nell'esito delle contro-analisi. Ma qualora accertassero di nuovo la positività all'Epo, sarebbe solo uno dei tanti ad aiutarsi con il doping. Uno dei tanti ad aver tradito i valori dello sport. Nel frattempo, va rimarcato come sui social network la condanna sia pressoché unanime.
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