Parma a un passo dal fallimento

19 Febbraio 2015

Il procuratore della Repubblica: Manenti deve sborsare 97 milioni

PARMA. Sarebbe stato a Maribor, in Slovenia, per un summit con i vertici della Raiffeisen Bank e poi nella sede della sua società, la Mapi Group, a Nova Gorica, ma di bonifici nemmeno l'ombra. «Domani, domani, domani», ha ripetuto meccanicamente per tutta la giornata di ieri il presidente del Parma Fc Giampietro Manenti che, a chi lo contattava, ha parlato di «diligence legale e fiscale in corso. L'intoppo è l'udienza chiesta dalla Procura. Ho informato i miei legali, vediamo come affrontarla».

Ora la “colpa” del mancato pagamento degli stipendi sembra essere il passaggio deciso dai magistrati di Parma, che hanno richiesto per il club emiliano il fallimento. «Risulta una situazione di inadempienza verso l'erario che difficilmente potrebbe essere risolta con una regolare solvibilità e quindi si è ritenuto di azionare la procedura», ha confermato ieri il procuratore di Parma, Antonio Rustico. «Sarà sentito il debitore, il quale sette giorni prima dell'udienza (fissata per il 19 marzo) dovrà presentare i bilanci e fare l'elenco dei crediti e i debiti che ha nei confronti dei terzi, in modo da mettere il tribunale nelle condizioni di decidere se arrivare alla dichiarazione di fallimento o meno. È chiaro che l'imprenditore ha anche gli strumenti per paralizzare la procedura, riuscendo a pagare, anche in maniera dilazionata».

Manenti rischia di dover dimostrare in meno di un mese di poter sborsare 97 milioni, i debiti indicati nell'ultimo bilancio di cui poco meno di 17 con l'erario. Intanto i giocatori aspettano gli stipendi. Per quanto tempo ancora?