Parma giù, e il futuro è russo-cipriota
Ghirardi vende la società alla cordata dell’Est mentre la squadra cede alla Lazio
PARMA. Al Tardini arriva la 12ª sconfitta stagionale e la squadra veleggia miseramente in coda alla classifica, ma a Parma già si sogna. Sognano i tifosi, sogna la città tutta che già immagina di rinverdire i fasti sportivi dell'era Parmalat. Magari si dovrà passare da un anno di purgatorio in serie B, ma il fascino della cordata di petrolieri russo-ciprioti che nelle prossime ore, c'è chi dice giovedì, rileverà l'intero pacchetto azionario del club emiliano è troppo forte per tutti.
Allo stadio, mentre Cassano e compagni regalavano il gol della vittoria alla Lazio per un brutto erroraccio difensivo, tutti scrutavano la tribuna alla caccia del volto dell'avvocato romano Fabio Giordano, futuro vicepresidente del club. È lui l'intermediario che ha porlla trattativa con il magnate albanese Taci. Una trattativa, quella con i petrolieri russo-ciprioti, chiusa quasi all'improvviso ma di cui in città si parlava per la verità da qualche giorno. Ne aveva accennato, in un'intervista radiofonica, anche il sindaco di Parma Federico Pizzarotti confermando il contatto con i futuri acquirenti, anche per quanto riguarda la gestione dello stadio. Il riserbo però è stato massimo proprio per evitare il ripetersi del caso Taci.
Questa volta però nessuno si dovrebbe più tirare indietro e così, prima del match, l'amministratore delegato Pietro Leonardi ha potuto confermare ufficialmente la trattativa. Pochi minuti prima delle dichiarazioni di Leonardi, il mini summit a Collecchio con giocatori e staff tecnico. «Abbiamo avuto solo in tempo di presentarci», spiega Donadoni, «Pochi attimi dopo pranzo e quindi vedremo in settimana l'evolversi della situazione».
Intanto in campo il Parma cede tre punti alla Lazio di Stefano Pioli, parmigiano doc e, scherzo del destino, sulla panchina crociata proprio il giorno in cui Ghirardi diventò presidente. Ieri è stato protagonista anche del suo addio. «L'ho conosciuto poco e non posso dire nulla di lui», chiosa il tecnico laziale sull'ormai ex numero uno crociato, «per quanto riguarda invece il Parma mi auguro tutto il bene possibile. La città ed i suoi tifosi meritano la serie A».
Un compito non facile per la nuova proprietà, che a gennaio dovrà iniziare a spendere per rinforzare una squadra desolatamente ultima in classifica. malgrado le propteste di Donadoni contro le decisioni dell’arbitro, a partire dal gol regolare annullato a Gobbi e dal recupero supplementare (del primo tempo) che ha portato al pareggio di Mauri.

