Pasticcio AcquaeSapone e lo scudetto va al Pesaro di Colini

16 Giugno 2019

Ingenuità nel secondo tempo supplementare spezza l’equilibrio Il tecnico nerazzurro Perez torna in Spagna: va all’Inter Movistar

MONTESILVANO. Finisce con una beffa il sogno dell'AcquaeSapone di confermarsi campione d'Italia per il secondo anno consecutivo. Il tricolore va a Pesaro, che vince 3-2 dopo i tempi supplementari, approfittando di un pasticcio dei nerazzurri, che a pochi minuti dai rigori si giocano malissimo la carta del portiere di movimento. La voglia di vincere prima dei penalty si rivela fatale, perché quando Tino Perez inserisce Wellington portiere di movimento la squadra non se ne accorge, batte frettolosamente una rimessa in gioco, perde palla e allora Coco è costretto a fermare con le cattive Borruto. E' il sesto fallo, che manda al tiro libero Marcelinho, il cui sinistro fa impazzire i tifosi biancorossi spegnendo i sogni degli oltre 2.000 del PalaRoma. Il punto esclamativo lo mette la sirena, che spedisce a terra tutti i ragazzi in maglia bianca, attoniti, ammutoliti, qualcuno in lacrime.
Dal parquet assistono alla premiazione dei pesaresi, dopo aver raccolto la più amare delle medaglie. E la delusione è doppia, perché la sconfitta non solo impedisce alla squadra del presidente Barbarossa di confermarsi campione, ma la esclude dalla prossima Uefa Futsal Cup, un obiettivo a cui i nerazzurri avevano fatto la bocca dopo la volenterosa e sfortunata apparizione di quest'anno. Peccato, si poteva mettere la ciliegina sulla torta ad una stagione che aveva già portato in bacheca Supercoppa e Coppa Italia e che si è chiusa con una lacrima tanto dolorosa quanto inattesa. Adesso, dopo essersi leccati le ferite, bisognerà ripartire, cominciando con lo sciogliere alcuni nodi. Il primo dei quali è stato chiarito dallo stesso Tino Perez a fine partita quando ha annunciato che tornerà in Spagna, direzione Madrid, sponda Inter Movistar. Al suo posto la voce più insistente è quella del ritorno di Massimiliano Bellarte, fresco campione d'Italia femminile con il Salinis. Con ogni probabilità si è chiuso un ciclo, bello, vincente e avvincente. Da domani si dovrà iniziare a costruire il futuro, sapendo di avere in squadra le certezza da cui ripartire.
La partita. Il PalaRoma è un catino che ribolle di passione, tanto che a più di mezz’ora dal calcio d’inizio il palazzetto è già strapieno di pubblico e di tifo. C'è anche il capitano del Pescara Memushaj. Le tifoserie si beccano dagli opposti settori, senza mai superare il limite del consentito.
In campo c’è tensione, ci si gioca il tricolore e il peso del risultato si fa sentire, specie nei primi minuti. Per stappare la partita allora serve un episodio, che arriva grazie ad un piazzato di Cuzzolino che batte Miarelli, complice una deviazione di Borruto. Il boato è assordante, ma la gioia per il vantaggio dura poco, perché Salas con un preciso sinistro a giro manda la sfera nell’angolino fuori dalla portata di Mammarella. Per due volte Marcelinho colpisce il palo, ma nel finale sono ancora i nerazzurri a sfiorare il gol con Wellington, Lukaian e Calderolli. Senza fortuna. Al rientro in campo gli ospiti sembrano avere qualcosina in più e con una micidiale ripartenza di Borruto trovano il gol del momentaneo vantaggio. La rete carica gli ospiti, ma a rimettere le cose a posto ci pensa il solito Jonas, l’uomo dei play off, che parte dalla sua metà campo, salta gli avversari come birilli e costringe Miarelli ad atterrarlo in area. Rigore ineccepibile, che Lukaian trasforma di prepotenza. Un paio di interventi, uno di Taborda proprio su Jonas e un sandwich su Borruto infuocano il finale, in cui però le squadre non riesco a superarsi. Ai supplementari non accade nulla fino al pasticcio nerazzurro, quando Perez prova ad inserire Wellington portiere di movimento. Il risultato è noto. Marcelinho dal dischetto spedisce la palla in rete e il capitano Tonidandel sul palco ad alzare al cielo la coppa, accompagnato dai coriandoli tricolore e le note di "We are the champions". E' l'ultima immagine del più amaro dei finali.
Adriano De Stephanis
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