Pasticcio in Procura, L’Aquila all’assalto

Copia-incolla sbagliato: cambiate le richieste di penalizzazioni
Il procuratore federale Stefano Palazzi lo definisce «un mero errore materiale nel copia-incolla». In realtà, si tratta di una figuraccia che rischia di minare la serietà dell’accusa nel cosiddetto processo Dirty Soccer 2, in corso di svolgimento all’NH Hotel a Roma. Lunedì sera la Procura federale, attraverso l’aggiunto Gioacchino Tornatore, ha depositato al Tribunale federale nazionale la richiesta di condanna delle società e dei tesserati coinvolti nel procedimento figlio delle indagini della procura distrettuale antimafia di Catanzaro.
Ebbene, per L’Aquila sono stati chiesti 32 punti di penalizzazione da scontare nella stagione in corso. Ma nella notte qualcuno si è accorto che nell’elenco la stessa partita era stata ripetuta due volte. Quindi, in realtà la richiesta doveva essere di 25 punti. Ma ieri mattina la Procura ha riformulato la richiesta per quanto riguarda L’Aquila, cambiando il criterio. E il totale non ha fatto più 32, ma 31.
Beh, tutto questo non è sfuggito allo staff legale dell’Aquila calcio composto dagli avvocati Flavia Tortorella e Marco De Paulis. Che ieri hanno dato battaglia in aula. Non può essere un mero errore di trascrizione visto che per alcune partite la richiesta di condanna è stata raddoppiata dalla sera alla mattina. «Tutto questo rappresenta l’insicurezza della Procura federale», ha detto il legale pescarese Flavia Tortorella. «Certe richieste non stanno nè in cielo nè in terra. Non hanno precedenti giurisprudenziali. E nemmeno sono in linea con quanto si è verificato in Dirty Soccer 1, il processo che è stato celebrato in estate». Parole dure anche dall’avvocato aquilano Marco De Paulis.
Va ricordato che L’Aquila è imputata nel processo per responsabilità oggettiva per via dell’operato dell’ex responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola. Che è accusato di essere stato uno dei registi delle partite combinate in Lega Pro. Tra queste anche quattro dell’Aquila. Oggi il processo dovrebbe chiudersi con gli ultimi interventi dei legali. La sentenza è attesa la prossima settimana. Ma comunque quanto accaduto lunedì e ieri è destinato a far discutere. Si tratta di un giallo gravissimo. Così come non era mai accaduto che si arrivasse a chiedere 31 punti di penalizzazione (27 il precedente dell’Albinoleffe) per una stagione che è giunta al giro di boa. Gravissimo l’errore nella richiesta di condanna. Ancora più grave la modifica dei criteri dalla sera alla mattina. «Un mero errore materiale nel copia-incolla», come sostiene Palazzi, infatti, si corregge senza aumentare i punti di penalizzazione. Resta il fatto che qualora il Tribunale federale nazionale dovesse accogliere la tesi dell’accusa la stagione dell’Aquila rischia di andare a rotoli. Ma c’è quel pezzo di carta, l’interruzione del rapporto di collaborazione tra Di Nicola e L’Aquila, che potrebbe ridimensionare la stangata. Durante Dirty Soccer 1 L’Aquila è stata penalizzata di un punto per Pisa-Torres di coppa del 2014, prima dell’interruzione della collaborazione; penalizzazione schivata per Savona-Teramo (2 maggio scorso), proprio perché i giudici dell’appello hanno creduto alla tesi dell’Aquila, ovvero che Di Nicola era fuori dalla società quando si sarebbe verificato l’illecito. Quindi, il club, seguendo la linea di Dirty Soccer 1, sarebbe spacciato per tutti i capi di imputazione relativi a illeciti verificatisi prima del febbraio 2015, quando si è consumato il divorzio da Di Nicola sulla carta; per gli altri, quelli materializzatisi dopo febbraio, invece, dovrebbe essere prosciolto. Il totale farebbe poco più di 10 punti. Ieri ha parlato anche Maurilio Prioreschi, l’avvocato di Ercole Di Nicola per il quale sono stati chiesti altri 6 anni e tre mesi di inibizione. Il legale che ha difeso Moggi durante Calciopoli ha cercato di ridimensionare le accuse.
Richieste di squalifica sono arrivate anche per altri personaggi legati all’Abruzzo: otto anni più preclusione per Astarita, ex difensore del Giulianova; quattro anni e 60mila euro per il ds pescarese Armando Ortoli, ex Catanzaro; 4 anni e 60mila euro per l’ex centravanti del Giulianova e del Chieti Gianni Califano e Luigi Condò, ex Pescara, Teramo e L’Aquila; 4 anni e due mesi più 70mila euro al ds Enzo Nucifora, ex Pescara e Chieti; tre anni e mezzo più 60mila euro a Mirko Garaffoni, ex difensore del Giulianova e dell’Aquila; 4 anni e 70mila euro a Guidone, ex attaccante del Chieti; 6 mesi al procuratore Giuseppe Sampino, ex centrocampista della Rosetana.
@roccocoletti1
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