Paterno, impresa targata Di Gregorio

Il patron dedica la coppa Italia vinta a Ortona alla famiglia. Ora c’è il Macchia
AVEZZANO. Paterno di Avezzano: duemila residenti, ma fra loro anche il sindaco del capoluogo della Marsica, il presidente del consiglio regionale, i fratelli Giovanni e Giuseppe Di Pangrazio, e un imprenditore con la passione dello sport che in pochissime stagioni ha avuto il merito di portare la squadra di calcio della frazione alla ribalta del calcio dilettantistico regionale. Il presidente Angelo Di Gregorio è raggiante nel commentare il successo nella finale della coppa Italia di Eccellenza, mercoledì, contro il Martinsicuro. «E' un traguardo che inseguivamo da due anni, soprattutto dopo i due secondi posti nel campionato di Eccellenza, rispettivamente dietro all'Avezzano e alla Vastese». La dedica viene quasi naturale: «Io mi espongo, ma se non avessi una famiglia alle spalle che mi supporta e mi sopporta, non potrei fare nulla. Quindi voglio dedicare questa coppa a mia moglie Stefania, alle mie figlie Lucia, Stella e Isabella, ai loro rispettivi mariti e figli e a tutti gli altri preziosissimi collaboratori, sempre pronti ad offrire il loro contributo in ogni circostanza». Un pensiero Di Gregorio lo riserva anche all'ex tecnico Jodice: «Il suo avvicendamento è stato un piccolo dramma, perché io mi affeziono alle persone, e quando ho visto che la squadra non rispondeva più alle sollecitazioni, sono stato costretto a prendere una decisione che in termini emotivi mi è costata tantissimo, ma ho dovuto farlo per il bene della società che rappresento».
E il lavoro iniziato da Jodice lo ha portato avanti Alessandro Lucarelli, che la coppa l'aveva già vinta con l'Avezzano: «A vincere non ci si abitua mai e a questo trofeo tenevo anch'io in maniera particolare, perché me lo aveva chiesto il presidente al mio arrivo e mi sentivo in dovere di ripagare la fiducia concessa». Contro il Martinsicuro, Lucarelli ha optato per un iper offensivo 4-2-4, un modulo solo all'apparenza spregiudicato: «Certo, perché quando puoi contare su elementi disposti a sacrificarsi per la squadra, e soprattutto quando la condizione atletica lo consente, puoi chiedere anche agli attaccanti di tornare indietro e dare una mano, cosa che i miei hanno fatto per tutti i 120 minuti». Bravissimo Rosario Di Ruocco, definito il Lorenzo Insigne dei poveri (tra l'altro è napoletano come lui), ma altrettanto dicasi per il giovane portierino Parente: «L'ho confermato perché mi aveva già convinto in semifinale, ed era giusto concedere anche a lui questa soddisfazione».
Tra due settimane, per il Paterno inizierà la fase interregionale e il prossimo avversario dei nerazzurri sarà la squadra molisana del Macchia di Isernia (andata in Molise il 22 febbraio).
Plinio Olivotto
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