Pavone: «Pescara, occhio a quei tre»

4 Giugno 2015

Il ds avverte: Laribi, Cacia e Sansone i più pericolosi

PESCARA. Bologna evoca dolci ricordi. Non solo ai tifosi del Pescara, ma a due ex calciatori che adesso potrebbero scrivere un’altra pagina importante della storia biancazzurra, ma da dirigenti. Giorgio Repetto e Peppino Pavone, a Bologna, hanno conquistato la serie A. Repetto, nel 1977, allo stadio Dall’Ara, era in campo nello spareggio con l’Atalanta che portò il Delfino in serie A. L’attuale direttore generale presente anche due anni più tardi. Fu lui a servire l’assist a Peppino Pavone, che segnò uno dei due gol che mandarono al tappeto il Monza e spalancarono le porte della serie A ai biancazzurri.

A distanza di 36 anni la storia si potrebbe ripetere, ma prima bisognerà andare sul ring per il primo round, venerdì, allo stadio Adriatico, prima di provare strappare la promozione al Dall’Ara, martedì, nella gara di ritorno.

«Abbiamo meritato la finale», dice il ds Peppino Pavone, «Ora non bisogna fare calcoli. I giocatori, inconsciamente, se iniziano a fare calcoli e tabelle, potrebbero gestire l'eventuale vantaggio di gol e risultati».

Pavone ha grande rispetto dei felsinei, ma scopre anche qualche punto debole. «Il Bologna ha qualità, ma non ha dimostrato fino in fondo il proprio valore alla luce dei verdetti di fine campionato con le promozioni di Carpi e Frosinone».

Il club di Tacopina ha speso parecchio a gennario per allestire una corazzata. «I rossoblù hanno giocatori molto importanti», continua Pavone, «che da soli possono spaccare e decidere una partita. Chi sono? Faccio tre nomi: Laribi, Sansone e Cacia. Questi sono quelli più temibili». Il Bologna con l’arrivo di Delio Rossi è leggermente cambiato anche se non esprime un grandissimo calcio. Pavone conosce molto bene Rossi ed è un suo estimatore. «È un grandissimo allenatore e per la B è il top, calcolando quello che ha fatto nella sua carriera».

Pavone non si sbilancia quando gli si chiede un pronostico. «Nessuna delle due squadre è favorita. Tutte e due hanno il 50% di possibilità e il Pescara dovrà giocare alla morte come ha fatto finora».

Giorgio Repetto per scaramanzia preferisce non parlare, ma qualche dichiarazione se la lascia scappare. «Stiamo coltivando un bel sogno e ci godiamo questo momento fino in fondo, consapevoli delle difficoltà che stiamo affrontando», ha detto ieri il dg dei biancazzurri.

«Il Bologna è una squadra molto forte e ben allenata. Ha una grande società alle spalle e una città eccezionale. Sono partiti per essere la squadra da battere ed è chiaro che può succedere di tutto. Noi dobbiamo pensare solo a vincere e senza fare calcoli».

A Bologna, con l’arrivo di Delio Rossi in panchina, è tornata un po’ di serenità. L’ex allenatore del Pescara ha cercato di riordinare un po’ le idee nelle zone di Casteldebole.

Ora, i felsinei, sfuggita al promozione diretta, si giocano tutto nei play off. Rossi «Quella di Pescara sarà una gara importante per entrambe», ha detto il tecnico dopo il passaggio del turno contro l’Avellino. «Ripartiamo dall’entusiasmo per il passaggio del turno e proviamo a recuperare più energie possibili. Nelle gambe, certo, ma soprattutto nella testa. La partita migliore dovrà essere quella che giocheremo tra due giorni all’Adriatico».

Rossi per la gara d’andata, in programma domani sera all’Adriatico, dovrà fare a meno dell’attaccante Robert Acquafresca, andato a bersaglio nell’ultima sfida con l’Avellino. L’ex Genoa ha un problema muscolare e difficilmente recupererà.

Assenti anche Gastaldello e Zuculini, che hanno concluso il loro campionato da qualche tempo a causa dei rispettivi infortuni. In dubbio Maietta che ha un fastidio al ginocchio destro. Contro il Pescara, domani, Rossi riproporrà il 4-3-1-2.

Davanti al portiere Da Costa, la linea difensiva dovrebbe essere composta da Mbaye, Oikonomu, Ferrari e Masina. Casarin (ex Lanciano), Matuzalem e Laribi. Kristitic danzerà dietro le due punte Sansone e Cacia.

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