Pelè boccia Neymar «Messi e Ronaldo sono più bravi di lui»

O Rei non vede bene il Brasile e il grande escluso da Dunga Esordio vincente della Colombia “italiana”: 2-0 agli Usa
ROMA. La Coppa America è l’evento calcistico che catalizza l’interesse di milioni di appassionati in tutto il mondo. In Italia, dove tutte le partite sono visibili in esclusiva sui canali pay-tv di Sky, c’è chi farà le ore piccole per seguire le stelle dell’edizione del Centenario. E come ogni evento che si rispetti, non possono mancare le polemiche.
Una di queste è stata innescata da un campione senza tempo come Pelè. O Rei, intervistato dal quotidiano sportivo spagnolo “Marca”, non le ha mandate a dire al “suo” Brasile. Ma è a Neymar, escluso dal selezionatore Dunga, che si è rivolto in particolare: «Conosco Neymar da quando era piccolo, già allora i suoi allenatori mi dicevano quanto fosse bravo. Ma non è ancora al livello di Cristiano Ronaldo o Messi». Pelè, insomma, ammette che ci sta l’esclusione dell’attaccante dalla Seleçao: «Se dovessi dire chi oggi è il numero uno, dico Lionel - si legge su “Marca” - Cristiano è diverso nel suo gioco ma il migliore, secondo me, è Messi». Che, guarda caso, è fermo ai box ma risulta tra i protagonisti più attesi della Coppa. Secondo Pelè, il torneo «è più equilibrato che mai, non c’è una grande favorita. Prima lo era sempre il Brasile, o l’Argentina, ma in questa edizione c’è grande equilibrio».
Il numero 10 del grande Brasile tricampione del mondo certifica anche lo stato di salute della Seleçao attuale: «Ai Mondiali del 2014 ci sono stati molti problemi e abbiamo sofferto questa sconfitta tragica contro la Germania. Dunga sta cercando di costruire una squadra diversa dopo quel Mondiale e spero che ai Giochi di Rio si cominci a vedere un altro Brasile che trovi il suo culmine al Mondiale in Russia. Il problema di Dunga è che ora in Brasile non ci sono tanti attaccanti. Abbiamo vinto il Mondiale del ’70 con Rivelino, Gerson, Tostao, Jairzinho e me, eravamo tutti numeri 10. Ora il Brasile non ha quel tipo di centrocampisti e Dunga sta cercando un’altra via».
E mentre Pelè fa i conti con il suo Brasile (in campo nella notte italiana contro l’Ecuador), il milanista Zapata firma la prima rete della Coppa America del Centenario, e la sua prima in assoluto in nazionale, aprendo la strada alla vittoria della sua Colombia nella sfida inaugurale a Santa Clara, in California, contro i padroni di casa degli Stati Uniti. Il 2-0 finale conferma le aspirazioni dei sudamericani, guidati con sapienza da James Rodriguez, autore del raddoppio su rigore, e forti dei talenti “italiani” Bacca, Cuadrado e Murillo, e anche la modestia complessiva della squadra di Jurgen Klinsmann, volenterosa e fisicamente preparata, ma lontana dai livelli sia degli avversari, sia dalle altre favorite del torneo, Argentina in testa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

