Pelizzoli: città nel cuore, deluso dalla società

L’ex portiere biancazzurro ora all’Entella ha scelto di far nascere il suo terzo figlio a Pescara
PESCARA. Adesso è sicuro, questa città gli resterà per sempre nel cuore. Tre settimane fa è arrivato Marco, il terzo figlio di Ivan Pelizzoli. L’ex portiere biancazzurro a luglio si è trasferito all’Entella, mentre sua moglie Silvia è rimasta in Abruzzo fino al giorno del parto. Il piccolo Marco, infatti, è nato a Pescara, luogo in cui Ivan aveva deciso di stabilirsi con la sua famiglia e chiudere la carriera. Ma i suoi progetti si sono complicati lo scorso marzo, poco prima della fine del campionato, durante l’incontro con i dirigenti pescaresi per discutere sul prolungamento del contratto. Senza esitare nemmeno un attimo, Pelizzoli ha accettato le condizioni. A fine stagione, però, le strade del Delfino e del 34enne si sono divise. «Sapete già che ci sono rimasto male», afferma il portiere dell’Entella, «pensavo che l’accordo fosse fatto, invece i dirigenti non si sono fatti più vivi. Se mi avessero spiegato le loro ragioni, avrei accettato la decisione, ma hanno preferito tacere. Mi sono sentito preso in giro». Agli inizi di luglio ha scritto questo tweet al veleno nei riguardi della società. “Oggi dopo tante promesse e parole non mantenute è l'ultimo giorno da giocatore del Pescara...Grazie di cuore a tutti i Tifosi e alla gente!” Poi si è sfogato sulle colonne del Centro, ma non ci fu nessun ripensamento da parte dei vertici biancazzurri che hanno optato per il “repulisti”: ventitre partenze tra cui quella dell’attuale portiere dell’Entella. Ivan è infortunato e quasi sicuramente salterà la sfida di sabato. Questa mattina verrà sottoposto ad una risonanza all’adduttore che fugherà ogni dubbio. «Vorrei esserci, però i medici mi hanno consigliato di aspettare. Peccato, volevo tornare all’Adriatico da protagonista». E magari salutare i suoi vecchi tifosi e qualche reduce della passata stagione. La sua squadra ha ottenuto il primo successo stagionale, mentre il Pescara è ancora all’asciutto. «Quando si cambia in modo così profondo, è inevitabile avere qualche difficoltà. Ci vorrà tempo per conoscersi e trovare il necessario affiatamento. Molti calciatori sono arrivati alla fine del mercato. Se avessero completato l’organico in tempo, oggi il Pescara avrebbe una classifica diversa. La società ha scelto una politica di totale rinnovamento attraverso le cessioni dei giocatori con gli ingaggi più alti e i mancati rinnovi di quelli in scadenza. Dunque, per me, Zauri, Bocchetti, Balzano, Bovo, Sforzini e Cutolo non c’è stato più spazio». Per ricominciare ha scelto l’Entella, una matricola con tanta voglia di stupire. «Abbiamo un gruppo unito e una società ambiziosa. Dopo un avvio problematico in cui la sfortuna e i ripetuti torti arbitrali ci hanno penalizzato, siamo riusciti a vincere la prima partita. Bisogna continuare su questa strada, possiamo raggiungere la salvezza». Vive a tanti chilometri di distanza, ma Ivan continua a pensare all’Abruzzo. «Pescara è una città meravigliosa, non dimenticherò mai il calore della gente. Non a caso continuo a sentire e frequentare molti amici pescaresi».
Giovanni Tontodonati
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