Pellacani: Pescara in vetta perché ci alleniamo a mille

Il difensore: «Sul campo raccogliamo i frutti del lavoro svolto in settimana»
PESCARA. Terza stagione in biancazzurro, sempre titolare con Silvio Baldini e tanta sicurezza regalata al reparto arretrato. Filippo Pellacani ha già collezionato otto presenze in questo inizio stagione, lo scorso anno in tutto il campionato ne aveva messe insieme 10. Che sia l’annata fortunata del buon “Pippo” dopo il crociato rotto nel 2022 e i problemi accusati a Catania subito dopo i guai di Zeman? Solo il tempo può dirlo, ma se il buongiorno si vede dal mattino l’annata promette bene. Anzi benissimo. Arrivato dalla Virtus Verona a titolo definitivo, l’allora ds Daniele Delli Carri fece firmare al giocatore un contratto triennale. Che andrà in scadenza a giugno.
Pellacani, sta facendo un pensiero al rinnovo?
«A dire il vero ne abbiamo già parlato con la società. Due chiacchiere nulla di più. C’è ancora tempo per toccare questi argomenti ma io qui a Pescara sto bene».
Prima stagione a Pescara, precampionato convincente al punto che scalò le gerarchie dell'allora tecnico Colombo mettendosi alle spalle Ingrosso e Boben. Ma la sfortuna era dietro l'angolo. Crociato rotto dopo due partite e addio sogni di gloria. Tanti problemi anche nella scorsa stagione dopo la Coppa Italia a Catania ed oggi finalmente le cose vanno per il verso giusto. E’ la sua miglior stagione a Pescara?
«Certo, devo dire che in questo inizio di campionato ho trovato la continuità che per svariati motivi mi era mancata. Ma quello che conta è la squadra. Ci stiamo allenando bene, andiamo a mille e poi in partita si vede».
Difensori con le sue caratteristiche difficilmente se ne trovano. Bravo e ordinato nel proteggere l’area, ma la sua principale arma è quella di andare in pressione alta e di non far respirare l’avversario. Spesso arriva anche nella metà campo avversaria a caccia di palloni da mettere a disposizione dei suoi.
«A me piace interpretare il ruolo andando in pressione alta. E poi il mister mi chiede proprio di fare quelle cose. Meglio di così…».
Pescara primo in classifica ma in qualche partita Pellacani ha fatto lo straordinario. Quali sono stati gli avversari più pericolosi?
«Contro il Rimini nella prima parte abbiamo sofferto un po’ di squadra. Mentre l’avversario che mi ha dato più fastidio è stato Valela della Torres. Rapidissimo e imprevedibile. Difficile difendere nell’uno contro uno quando ti si presenta un giocatore così forte».
Nato e cresciuto a Verona, Filippo Pellacani è tifoso della Roma. Ha un idolo come calciatore?
«Non può che essere Daniele De Rossi».
Ma è un centrocampista.
«Non vuol dire nulla, lui per me è fonte di ispirazione. Soprattutto per quello che è stato il suo atteggiamento in campo. E poi anche io nasco play prima di diventare difensore».
Non è che vuole mettere pressione a Squizzato?
«Ma non scherziamo. Sto bene li dietro in difesa».
Eppure Baldini l’ha provata in amichevole, ricorda?
«Certo, ma si era appena fatto male Lorenzo Lonardi. E serviva numericamente una mano».
A proposito dell’infortunio di Lonardi. Lei ci è passato due anni fa, che consigli ha dato?
«Di operarsi e fare riabilitazione subito. Prima si mette a posto e prima torna in campo. Sono momenti difficili e ci vuole tanta forza mentale. Un consiglio che mi sento di dare è quello di non forzare i tempi. Gli faccio un grande in bocca al lupo».
Filippo Pellacani saluta, si leva la tutta e inizia il riscaldamento con la squadra. Il maestro Baldini lo guarda e lo vuole in campo. La Spal non è poi così lontana e ogni secondo di allenamento può essere prezioso.
Enrico Giancarli
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