«Pensiamo al rimborso degli abbonati»

Il patron Sebastiani: «Stipendi? Abbiamo pagato febbraio, ora aspettiamo prima di corrispondere le restanti mensilità»
PESCARA. L’ennesima video conferenza per capire in che modo la serie B si adeguerà agli eventuali tagli degli stipendi dei calciatori. Nell’assemblea di Lega di ieri è emersa di nuovo la linea di andare a un taglio dei compensi per la parte «non giocata» qualora si arrivasse a fermare definitivamente il campionato, come si spiega nella nota ufficiale diramata nella tarda serata di ieri dal presidente Mauro Balata, che indica la «mancata corresponsione della retribuzione annua lorda corrispondente al periodo di inattività». Invece se si dovesse tornare a giocare, «occorrerà valutare l'impatto economico negativo derivante dalla gravissima vicenda epidemiologica per determinare l'ammontare della riduzione di quanto dovuto». Questioni che sono state spiegate al Centro anche da Daniele Sebastiani, il presidente del Pescara.
Sebastiani cosa farete per quanto riguarda gli ingaggi?
«Il mese di febbraio è stato già pagato nei primi giorni di marzo e, quindi, adesso aspettiamo per gli altri emolumenti, visto che per le prossime scadenze federali abbiamo tempo fino al 30 giugno per ottemperare ai pagamenti. Se il campionato riprenderà, poi vedremo cosa fare con gli ingaggi. Faremo una trattativa tra società e calciatori. Per una società come la nostra il problema grosso ci sarà specialmente nel prossimo campionato».
Perché?
«Faccio solo un piccolo esempio: noi ogni anno fatturiamo 2 milioni e mezzo di euro per quanto riguarda il marketing. Con l’economia ferma e le aziende in difficoltà, come potrei pensare di raggiungere lo stesso obiettivo anche l’anno prossimo? Quest’anno, se non si tornerà a giocare, il danno economico per noi sarà di 2,5 milioni di euro, senza considerare gli stipendi dei tesserati. Pagando tutti gli ingaggi arriviamo a 6 milioni di euro».
Il campionato ripartirà?
«La volontà di farlo ripartire c’è, anche per non far crollare l’azienda calcio che sta dando lavoro a tante persone. Non parlo dei calciatori, ma di tutti i dipendenti che operano nel campo amministrativo, logistico e sanitario. Adesso è impossibile fissare una data per la ripresa perché tutto dovrà avvenire nella massima sicurezza, che in questo momento è impensabile ipotizzare. Bisogna essere realisti, ora non si possono fissare delle date per la ripresa del torneo. Se poi si tornerà in campo, per me va bene giocare anche fino ad agosto inoltrato».
Cosa si sente di dire ai suoi tesserati?
«Bisogna restare uniti. Non si farà assolutamente sciacallaggio su questa situazione. Gli sforzi che faremo oggi, serviranno per ripartire in futuro. Troveremo una soluzione. Bisogna cercare di non far “morire” le società e tutti i dipendenti del mondo del calcio».
Il tecnico Legrottaglie resterà in panchina anche il prossimo anno?
«Siamo contenti del suo lavoro, ma adesso è impossibile pensare a quello che succederà. Ci sono troppi punti interrogativi e parlare di futuro è davvero difficile».
Un mese fa l’ultima gara a Benevento. Forse sarebbe stato meglio non giocarla?
«Sì, a Benevento non si sarebbe dovuto giocare e noi, prima della partita, avevamo chiesto agli organi competenti di non scendere in campo, calcolando che in quei giorni avevamo 13 casi di influenza che per fortuna non hanno portato ad altre conseguenze…».
Il calcio come cambierà dopo l’emergenza coronavirus?
«Per il prossimo anno la riduzione delle spese sarà drastica ovunque, a maggior ragione in serie B e nelle società come la nostra. Crolleranno le sponsorizzazioni, gli incassi delle partite e tanto altro. Ditemi voi in quanti torneranno allo stadio quando sarà passato tutto? In quanti affolleranno le tribune?».
State pensando di rimborsare gli abbonamenti?
«Sì, stiamo studiando una formula per gli abbonati con delle soluzioni legate al rimborso delle partite restanti o con delle agevolazioni in altri campi per quanto riguarda il prossimo campionato».
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