Per Conte l’incubo continua Il pg impugna l’assoluzione

7 Luglio 2016

CREMONA. «Finalmente si è chiusa. Adesso penso alle convocazioni». Così aveva dichiarato Antonio Conte lo scorso 16 maggio, appresa la sentenza di assoluzione dall’accusa di frode sportiva,...

CREMONA. «Finalmente si è chiusa. Adesso penso alle convocazioni». Così aveva dichiarato Antonio Conte lo scorso 16 maggio, appresa la sentenza di assoluzione dall’accusa di frode sportiva, pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Cremona, nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. Ma la Procura generale di Brescia, da cui Cremona dipende, ha impugnato ieri quella sentenza. Il ct della Nazionale di calcio era stato assolto con formula dubitativa. Gli veniva contestata la combine della partita Alibnoleffe-Siena del 29 maggio 2011. Conte all’epoca era allenatore del Siena. Il pm aveva chiesto una condanna a 6 mesi per lui e a 4 mesi per il suo vice, Angelo Alessio. Per Beluzzi, disse di Conte nella sentenza, «non emergono elementi per ritenere che sia lui sia Alessio fossero a conoscenza di operazioni di scommesse collegate al risultato concordato della partita Albinoleffe-Siena, né tantomeno di corruzioni (promesse e o dazioni di denaro) a qualche giocatore coinvolto».