PER L’EQUILIBRIO SERVONO ANCHE CAMBI AZZECCATI
di ANTONIO DE LEONARDIS Un'altra occasione buttata via in maniera scellerata. La terza nel giro di meno di un mese, solo briciole raccolte (appena due punti) invece di tre possibili vittorie, con...
di ANTONIO DE LEONARDIS
Un'altra occasione buttata via in maniera scellerata. La terza nel giro di meno di un mese, solo briciole raccolte (appena due punti) invece di tre possibili vittorie, con Vicenza, Spezia e Brescia. E nell'ultima sfida, quella di giovedì, per evitare un'altra delusione non è bastato nemmeno giocare il più bel primo tempo della stagione. Quarantacinque minuti a tuttogas, spesso rischiando anche più del dovuto, ma mettendo comunque alle corde l'avversario e andando al riposo con uno strameritato vantaggio. Altro copione alla ripresa del gioco. Il Pescara ammirato nel primo tempo era rimasto evidentemente nello spogliatoio, al suo posto una squadra che lasciava il pallino del gioco al Brescia, preoccupandosi, probabilmente, più di garantirsi quell'equilibrio tattico che non aveva avuto in avvio, che di affondare con decisione i colpi per provare a sferrare il colpo del kappao alla squadra tutt'altro che irresistibile messa in campo dal tecnico delle rondinelle. Una metamorfosi imprevista, da una parte e dall'altra, nata appunto tra un tempo e l'altro come hanno lasciato intendere alla fine i due allenatori.
Calori ha chiesto ai suoi il coraggio di osare, cambiando modulo (4-2-3-1), Baroni ha puntato evidentemente su prudenza ed equilibrio tattico, penalizzando di fatto la vocazione offensiva dell'undici da lui stesso messo in campo. Risultato: Politano e Zampano, che erano stati devastanti nel primo tempo, sono usciti di scena, la manovra d'attacco è diventata sterile e prevedibile, mentre i giocatori del Brescia correvano il doppio arrivando quasi sempre primi sulla palla. Il fatto è che, quando si pensa che le cose non funzionino nel modo desiderato, occorre fare qualcosa di concreto, cercando soluzioni possibili in panchina. Contro il Crotone, per esempio, dopo un tempo in sofferenza, si cambiò partita inserendo Brugman a centrocampo, non si può dire invece che nelle tre occasioni sciupate le scelte in corsa del tecnico siano state altrettanto felici.
Contro il Vicenza, dopo il 2-1 siglato dall'uruguaiano, certo non sarebbe stato sbagliato utilizzare anche il terzo cambio buttando nella mischia Fornasier per difendersi meglio sui cross in area degli ospiti; a La Spezia, in vantaggio e in superiorità numerica, un centrocampista sarebbe stato sicuramente più utile di uno dei tre subentrati a metà ripresa (Gessa, Pettinari e Pasquato); del tutto inutile giovedì la rinuncia a Sansovini, Politano e Brugman quando la gara era ormai compromessa. Le partite si vincono anche in 14, ma occorre che le scelte in corsa siano quelle più razionali.
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