Per la sfida del figlio Fabio, Edmondo torna allo stadio

16 Settembre 2024

Serata speciale per il papà del tecnico della Pianese e bandiera del Delfino: torna all’Adriatico-Cornacchia in cui ha giocato 200 volte dopo anni di assenza

PESCARA. Quante emozioni questa sera in casa Prosperi. Per Fabio, che sfida per la prima volta nella sua carriera da allenatore il “suo” Pescara, tornerà sugli spalti dell’Adriatico dopo tanti anni di assenza anche il papà, il grande Edmondo, 79 anni, bandiera del Delfino per dieci anni, dal 1964 al 1974. Centinaia di partite nello stadio di casa, per lui che è pescarese verace e che ha sempre indossato i colori biancazzurri come una seconda pelle. Un saliscendi di emozioni, con oltre duecento presenze, tra retrocessioni e vittorie. E anche qualche gol importante, come quello della vittoria per 2 a 1 sulla leggendaria Lazio scudettata, l’8 settembre del 1974 nel primo turno di Coppa Italia.
Personaggio schivo e riservato, mai sotto i riflettori, questa settimana ha deciso di viverla in silenzio, con la famiglia (oltre a Fabio, ha anche il secondogenito Filippo, oggi imprenditore e negli anni passati calciatore nei dilettanti), per non turbare la serenità di Fabio, chiamato alla partita più importante di questo suo inizio di carriera in panchina. Edmondo Prosperi si vede raramente anche a Piancastagnaio, la casa della Pianese portata in C dal figlio. Preferisce soffrire davanti alla tv. Lo stesso fa per il “suo” Pescara, di cui è stato prima calciatore e capitano e poi vice allenatore (dietro Galeone).
Cresciuto nel vivaio biancazzurro, Edmondo a 19 anni era già in prima squadra in serie C nel 1964 (13 presenze). Veniva da una famiglia di calciatori, papà e zio, Mezzala sinistra elegante e tecnica, diventerà anche capitano, vivendo l’onta di una retrocessione in D e la gioia del rilancio agli ordini del grande Tom Rosati, risalendo nel ‘73/’74 in serie B. Prosperi, con 34 presenze e 4 gol, è uno dei grandi idoli dell’Adriatico di quella promozione.
Terminata la carriera in campo, è diventato allenatore: sei stagioni, sempre nel Pescara, dal 1983 al 1989. Il clou come vice di Galeone. Poi due stagioni da titolare alla guida del Lanciano, inizio anni ’90, e il percorso nei dilettanti (in Eccellenza a Francavilla e prima ancora ad Ortona, in serie D, nel 1997).