Perdite per 800mila euro ma subito ripianate

L’analisi dei conti della stagione della promozione in B (poi revocata)
TERAMO. La stagione della promozione in serie B _ cancellata dall'illecito sportivo di Savona-Teramo _ è costata poco più di tre milioni di euro al Teramo. Esattamente 3,104 milioni, ovvero il costo di gestione del campionato 2014-2015, chiuso al primo posto in classifica nel girone B di Lega Pro.
Il bilancio approvato nel dicembre scorso parla di una società, quella biancorossa, che gode di buona salute. E' vero che ha chiuso il bilancio con una perdita d'esercizio di 794.900 euro, ma per una società di Lega Pro non si tratta di un passivo fuori controllo. E, soprattutto, al momento dell'approvazione del conto economico, nel dicembre scorso, il patron Luciano Campitelli (socio di maggioranza del club, quello di minoranza è Ercole Cimini, il cugino) ha immediatamente provveduto a ripianare le perdite, rimettendo i conti a posto. Lo ha fatto sfruttando le riserve e mettendo mano al portafogli.
Sono aumentate le spese e sono lievitate le perdite, rispetto alla stagione precedente, 2013-2014, quando i costi della produzione (leggasi costi di gestione) erano stati 2.637.000 e alla chiusura dei conti Luciano Campitelli dovette tirare fuori 586.672 euro per pareggiare i conti. All'epoca il Teramo aveva disputato i play off. Spingendo il piede sull'acceleratore delle spese per quasi mezzo milione, il club biancorosso ha alzato anche l'asticella del risultato sportivo, conquistando la storica promozione in B cancellata dalla giustizia sportiva.
L'analisi del bilancio 2014-2015 non può che partire dal costo del personale, ovvero i tesserati (calciatori e allenatori): 1.157.000 euro (1.616.000 considerando anche gli oneri), circa 250mila in più della stagione precedente. I contributi federali, invece, sono stati 750mila euro, 125mila in più dell'anno prima.
Un'impennata nelle entrate è stata registrata per quanto riguarda la pubblicità (in particolare la cartellonistica): i proventi del 2013-2014 erano stati 640mila euro, nell'ultimo bilancio alla stessa voce la cifra è di 1,123 milioni.
Una voce quasi raddoppiata che sta a significare la bontà del lavoro svolto dagli operatori del settore. Lo sponsor sulla maglia, invece, ha portato nelle casse sociali biancorosse 195mila euro, 40mila in più rispetto alla stagione precedente. I successi conquistati dalla squadra di Vincenzo Vivarini durante l'anno hanno fatto lievitare le presenze allo stadio Bonolis.
L'apice è stato toccato in occasione di Teramo-Ascoli dell'ultima giornata di campionato con circa 9mila spettatori. E il riscontro arriva alla voce abbonamenti e biglietti: il ricavo dalle tessere è stato di 36.700 (più ottomila euro rispetto all'anno prima), mentre quello al botteghino ha toccato quota 282mila euro, ovvero quasi quattro volte tanto la stagione 2013-2014.
Le società di Lega Pro godono di una percentuale sull'incasso quando giocano in trasferta: per quel che riguarda il Teramo la curiosità è che ha intascato più nell'anno dei play off (21.736) che in quello della promozione (3.000). Almeno secondo quanto è possibile verificare sul bilancio.
Una stagione di vertice ha comportato la rinuncia ai premi di valorizzazione e alle plusvalenze. E, infatti, nel bilancio 2013-2014 le valorizzazioni avevano fruttato 370mila euro; nell'ultimo appena 32.800. Zero plusvalenze nell'ultima stagione contro i 21.500 del 2013-2014.
Il fronte debiti appare sotto controllo: si va dai 652mila euro verso le banche ai 257.883 euro verso i fornitori, passando per i 744mila alla voce debiti tributari.
Nello stato patrimoniale sono aumentati di poco i debiti: erano 1,780 milioni al 30 giugno 2014, sono diventati 1,980 milioni nel 2015.
Qualche problema in più potrebbe esserci nel momento in cui si andranno a chiudere i conti al 30 giugno prossimo. Sì, perché i costi del personale sono destinati a crescere, avendo molti giocatori stipulato contratti per la promozione in serie B.
Un particolare a cui lo stesso Luciano Campitelli ha fatto più volte riferimento nel momento in cui i risultati del campo non sono stati pari alle aspettative.
Sono lievitate le spese, ma non i contributi federali. O quantomeno non nella stessa percentuale. Ma questo sarà un problema che verrà affrontato a tempo debito. E per risolverlo sarà necessario mettere mano al portafogli, così come ha già fatto l'imprenditore dolciario di Canzano negli ultimi anni.
@roccocoletti1
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