Perla di Memushaj e il Pescara risorge

Dopo tre sconfitte di fila un gran gol dell’albanese a dieci minuti dalla fine piega l’Ascoli alla vigilia delle sfide di La Spezia (mercoledì) e Benevento
PESCARA. Era dall’ottobre del 2011 che il Pescara non batteva in casa l’Ascoli e per rompere l’incantesimo serviva una magìa. Quella che Ledian Memushaj ha sfornato a dieci minuti dalla fine quando dalla sinistra ha pennellato di destro una traiettoria che ha mandato la palla all’incrocio dei pali opposto. Una perla. Un gran gol per spezzare la serie di tre sconfitte di fila e ridare fiato alla classifica del Pescara (decimo a due lunghezze dalla zona play off) alla vigilia delle trasferte di La Spezia (mercoledì ore 21) e di Benevento (domenica ore 21). Un successo meritato, colto con il cuore e con quel pizzico di coraggio che ha fatto la differenza tra un primo tempo timido e una ripresa più sbarazzina. Certo, senza la prodezza dell’albanese sarebbe stata dura infilare l’Ascoli, visto che i biancazzurri hanno mostrato scarso peso in avanti. Sì, perché la partita di Maniero è durata pochi minuti, quella di Borrelli ha confermato la sua inadeguatezza alla categoria e Bocic è un’ala più che un centravanti. Si è dato un gran da fare Cristian Galano, sdoppiatosi nell’opera di cucitura del gioco tra centrocampo e attacco e quella di stoccatore.
Partita dai due volti: nel primo tempo meglio l’Ascoli, nella ripresa i biancazzurri si sono fatti preferire per continuità di gioco e generosità. La differenza l’ha fatta la rete bellissima di Memushaj, ma anche il portiere ascolano Leali che ha commesso un errore grossolano nel rinvio di un pallone che poi Galano, alla fine della prima frazione di gioco, ha trasformato in un assist al bacio per l’accorrente Busellato, abile a gonfiare la rete dei bianconeri. Un premio forse eccessivo per un Pescara che fino a quel momento aveva sofferto l’Ascoli che si era spesso reso pericoloso fino al limite dell’area senza però trovare il gol. Che, invece, è arrivato all’ultimo assalto prima dell’intervallo, firmato da Morosini, il più intraprendente tra i bianconeri. Che, nella ripresa, hanno ceduto il passo al Pescara, più vivo e audace. Prima Clemenza (all’8’) e poi Galano (all’11’) sono andati vicino alla rete. Poi, al 12’, sul colpo di testa di Bettella, è stato Scamacca a respingere sulla linea accompagnando il gesto atletico con quello dell’ombrello per il pericolo scampato. La squadra di Legrottaglie ha continuato a spingere, nonostante la scarsa incisività lì davanti. A forza di andare a sbattere sul muro bianconero ecco che Memushaj ha deciso di ricorrere a un colpo di genio. Un tiro-cross, al 35’, che ha fatto esplodere di gioia il pubblico di fede pescarese presente all’Adriatico-Cornacchia. Una prodezza alla Del Piero sulla quale Leali è rimasto a guardare. E siccome è stata una serata magica ecco l’ultimo brivido, in pieno recupero dopo che Leali ha detto no al tentativo di 3-1 di Galano. Il tiro cross di Brlek dalla destra attraversa tutta l’area del Pescara e la palla termina la corsa sul palo con Fiorillo a terra; la sfera gli sbatte sulla testa e termina di nuovo sul palo e poi esce. Un bel colpo di fortuna, non c’è che dire! Ma il Pescara se l’è meritato con un secondo tempo sfrontato. Un tratto distintivo che, accompagnato dai tre punti, serve a dare fiducia a Nicola Legrottaglie alla vigilia di due trasferte difficili. Così come all’andata, il Pescara ha schienato l’Ascoli 2-1, puntellando la panchina del suo allenatore. I problemi non sono spariti, restano. Ma già il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-2-1 può essere considerato un passo avanti nella ricerca del vestito giusto da far indossare a un organico mutilato dalla partenza di Machìn a gennaio e dalle carenze nel reparto avanzato. Da mercoledì sarà a disposizione Bojinov. Niente da fare, invece, per Memushaj che salterà la trasferta del Picco per squalifica: il giallo per simulazione (ma l’ascolano Eramo lo tocca!), al 32’ pt, lo costringerà a restare a casa.
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