Perrone elogia tutti: quasi perfetti

E il bomber dopo la doppietta non fa festa sotto la curva «per scaramanzia»
L’AQUILA. Il tecnico aquilano Carlo Perrone dispensa sorrisi: «Finalmente abbiamo fatto bene sin dall’inizio della partita. Era fondamentale non commettere le solite sbavature in avvio. In difesa siamo stati perfetti, rischiando solo in un’occasione sul colpo di testa di Gomes. Per il resto faccio i complimenti ai miei ragazzi. Abbiamo giocato di qualità, finalizzando nella ripresa la mole di gioco creata. Non era facile contro un Prato che veniva da ben quattro risultati utili consecutivi». L’allenatore aquilano parla poi dei singoli, a partire dall’assist-man Salvatore Sandomenico. «Sta crescendo sempre di più. Ormai ha capito quando crossare per il compagno e quando concludere direttamente verso la porta. Nel secondo tempo una bella parata del portiere avversario gli ha negato la gioia del gol». In difesa, invece, gli elogi vanno in primis alla “creatura” di Perrone, il difensore Nicola Cosentini, reinventato da centrocampista a difensore come successo con lo juventino Leonardo Bonucci ai tempi della Viterbese. «Ha giocato un’altra partita super, grazie anche all’aiuto di Maccarrone e Bigoni. Sono felice dell’intero reparto per quanto fatto dal primo all’ultimo minuto». Sui cori (della tribuna) che a fine gara hanno intonato il suo nome, il tecnico dice: «Mi fanno piacere anche se non li ho sentiti. In ogni caso è giusto che il pubblico inciti la maglia e la squadra perché i singoli passano mentre i colori rossoblù restano».
Poi è la volta di Cosentini. «Non mi sarei mai aspettato una stagione così. Ringrazierò per sempre il mister perché lui mi ha trovato questo ruolo e mi sta dando fiducia. Non dimentico però l’apporto dei compagni come Mancini e Maccarrone che dispensano sempre preziosi consigli». Dulcis in fundo, arriva in sala stampa l’uomo-gara, Raffaele Perna, autore della prima doppietta in maglia aquilana e a quota quattro centri in campionato. Il 9 aquilano ringrazia l’amico Sandomenico, al terzo assist dopo quello nel derby col Teramo: «Gli ho detto che in questo ruolo può diventare imprendibile. Ha una facilità di corsa e una potenza nelle gambe di altra categoria. Quando parte alle spalle dell’avversario diventa imprendibile. Sui due gol ha fatto tutto lui, io ho dovuto solo spingerla in rete». Perna chiarisce infine, il suo mancato saluto sotto la curva a fine partita: «Premetto che i tifosi sono stati fantastici come sempre. Non sono andato solo per questione di scaramanzia».
Giammarco Menga
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