Perrone: «Mi aspetto un meno 13»
Le previsioni del tecnico sull’imminente penalizzazione: pronti al verdetto
PONTEDERA. A presentarsi in sala stampa è l’allenatore dell’Aquila Carlo Perrone, sorridente per questa vittoria, che commenta così: «Le partite si reggono sugli episodi, siamo stati a un certo punto anche fortunati, perché senza il palo interno, come è capitato al Pontedera, si andava sul 2-2 e chissà l’inerzia della partita come sarebbe andata. Però è anche vero che sul gol dei toscani ci avevamo messo del nostro, come spesso ci capita». Ovvia la felicità del tecnico rossoblù: «Siamo contenti perché era importante ricominciare a fare punti fuori casa, dove avevamo un ruolino imbarazzante e anche perché domani (oggi) la nostra classifica non sarà questa, ma ci vedrà nei bassifondi».
L’allusione chiaramente è alla penalizzazione per il calcioscommesse: «Sarà un punto di partenza per noi, perché tutto poi sarà migliorato. Ho letto le carte procedurali e non ho rilevato prove sulla colpevolezza dell’Aquila. Quindi la richiesta è stata spropositata e sicuramente ci verrà ridotta e quindi ci verranno restituiti dei punti, come sperano, del resto, le altre squadre penalizzate tipo Teramo e Savona. Quanto penso ci toglieranno? Mi aspetto al massimo un -13, sul quale, poi, fare ricorso negli altri due gradi di giustizia».
Poi sul calciomercato dice: «Faremo due aggiustamenti in ottica di Under, perché i giocatori importanti costano e noi stiamo attenti all’aspetto economico».
Dopo il tecnico è la volta di Emanuele Pesoli, con Bulevardi una delle due new entry rossoblù: «Ho trovato una squadra viva che, nonostante le mille difficoltà per motivi extracalcistici, ne verrà fuori. Sono molto fiducioso, dobbiamo rimboccarci le maniche: lo dobbiamo anche alla città che per quello che ha passato non merita una cosa del genere. Credo che inizialmente verrà usata la mano pesante, però toccherà agli avvocati rispondere a quello che ci è stato inflitto. Noi, però, dobbiamo pensare solo al campo, altrimenti, se ci incartiamo a pensare a cose extra-calcio, si fa dura». Poi rivela di aver pensato di dare l’addio al calcio: «Erano 400 giorni che non giocavo, stavo pensando di smettere e di iniziare ad allenare, invece Sebastiani, presidente del Pescara, mi ha convinto a venire all’Aquila, seppur in prestito. E a 35 anni ho accettato questa sfida, anche per vedere come sto e capire cosa fare per il prossimo anno, che ho ancora di contratto».

