Personalità e qualità i limiti dell’Italia verso Euro 2016

15 Novembre 2015

È difficile parlare di calcio dopo quello che è successo a Parigi. Ma proprio in Francia si svolgeranno gli Europei del 2016. La paura cresce nonostante le precauzioni e un livello di guardia...

È difficile parlare di calcio dopo quello che è successo a Parigi. Ma proprio in Francia si svolgeranno gli Europei del 2016. La paura cresce nonostante le precauzioni e un livello di guardia altissimo. È normale chiedersi se le bombe e i kalashanikov entreranno negli stadi. Lo sport si interroga, nessuno si sente al sicuro, in qualsiasi contesto può verificarsi un attentato.

Ieri Coverciano ha accolto gli azzurri – di rientro da Bruxelles dopo la sconfitta (3-1) in amichevole con il Belgio – con le bandiere a mezz’asta in segno di lutto. Bocche cucite, c’è da riflettere. Il test con la formazione che occupa il primo gradino del ranking Fifa ha messo in luce più difetti che pregi. Martedì a Bologna si gioca contro la Romania.

Personalità. È il principale limite degli azzurri. Appena si sono trovati di fronte un avversario di qualità i segni di cedimento sono stati evidenti. Come mai? Troppo pochi i giocatori di livello internazionale di cui Conte dispone. Senza Pirlo (non può essere eterno anche se farà parte della spedizione francese) il centrocampo perde fantasia, lucidità, velocità di pensiero. A certi livelli un giocatore con queste caratteristiche è fondamentale, fa la differenza. L’Italia non ce l’ha. Marchisio e Parolo sono dei “gregari”, non hanno il carisma per trascinare la squadra.

Il punto. Il ct aveva detto che il test di venerdì e quelli in primavera contro Germania e Spagna, ci avrebbero fatto capire qual è la statura dell’Italia. Il primo ha detto che questa squadra ha molto da lavorare. Se le partite durassero un tempo, allora saremo ai vertici del calcio europeo. Ma siccome si gioca per un’ora e mezza, i problemi alla lunga emergono in modo impietoso. Conte ci mette l’anima per far assimilare ai suoi concetti quali intensità e concentrazione. Il problema non è che il tecnico non si fa capire, è proprio di qualità. Insomma, si torna sempre lì. Il nostro calcio non esprime (oggi) grandi talenti. Ecco perché il ct punta sul collettivo e non sulle individualità. Se la squadra funziona ci sono margini di crescita, altrimenti non si va lontano. Magari non saremo tredicesimi come dice il ranking ma non nei primi otto. Bisogna prenderne atto.

La difesa. Il blocco della Juventus, insuperabile fino a poco tempo fa, non è più lo stesso. Darmian e De Sciglio continuano a essere dei giocatori in... embrione. Appena sale il livello diventano “piccoli piccoli”. Devono crescere in fretta, l’Europeo è dietro l’angolo.

La gara di martedì. Contro la Romania, Conte farà altri esperimenti. Ci sarà spazio per El Shaarawi e forse cambierà qualcosa in difesa dove potrebbero giocare Barzagli e Astori.

Play off. Questi i risultati dell’andata dei play off per Euro 2016: Norvegia-Ungheria 0-1 (stasera il ritorno), Bosnia-Irlanda 1-1 (domani il ritorno), Ucraina-Slovenia 2-0 (martedì il ritorno) e Svezia-Danimarca 2-1 (martedì il ritorno).

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