Pescara

di ROCCO COLETTI Non è un caso che Pogba sia stato l’unico giocatore della serie A inserito nella rosa dei 23 in corsa per il Pallone d’Oro 2014. E’ un campione e come tale è un valore aggiunto....
di ROCCO COLETTI
Non è un caso che Pogba sia stato l’unico giocatore della serie A inserito nella rosa dei 23 in corsa per il Pallone d’Oro 2014. E’ un campione e come tale è un valore aggiunto. Quello che ha fatto la differenza anche ieri e che ha permesso alla Juventus di andare in fuga (più 7 sulla Roma). Probabilmente, il 21enne francesino è uno dei migliori talenti del calcio mondiale, un possibile Pallone d’Oro. Resterà o meno alla Juve è tutto da vedere, ma, intanto, la Vecchia Signora se lo gode. E se la capolista in avvio di stagione ha pigiato il piede sull’acceleratore grazie ai gol di Tevez, da un po’ di tempo a questa parte ha messo la freccia proprio grazie alle prodezze di Pogba. Campioni come ce ne sono pochi in serie A.
Tanti stranieri, pochi campioni. S’è fatto un gran parlare la scorsa estate dei problemi del calcio italiano e della necessità di rilanciare la Nazionale. Tutti consci del fatto che giocano pochi italiani in serie A. Tutti pronti a cambiare registro, a partire dai nuovi vertici federali. E che cosa accade nel mercato di gennaio? Che arrivano ancora tanti stranieri. Tantissimi, alcuni dei quali sconosciuti. Ovviamente, pochi di spessore per il semplice motivo che non ci sono soldi. Comprare in B o in Lega Pro no. “Gettare” soldi all’estero sì. Questa è la classe dirigente del calcio italiano.
Non c’è da meravigliarsi più di tanto della crisi delle squadre milanesi (da 14 anni mai così male insieme). E non basta solo la giustificazione della scarsa forza economica. Basti pensare all’Atletico Madrid per dimostrare il contrario. Al Milan le cose vanno sempre peggio da quando Silvio Berlusconi è tornato a fare capolino a Milanello. Sono stati messi in croce Allegri e Seedorf per poi dare la panchina a Inzaghi che è chiaramente impreparato rispetto al compito affidatogli. No, il problema è altrove, nelle segrete stanze societarie. Nelle scelte di mercato fatte più per l’impatto mediatico che per la necessità della squadra. Che, vale la pena sottolinearlo, ha qualità superiori alla posizione che occupa in classifica.
All’Inter arrivano i giocatori, ma la zona Champions è a otto punti. E il ritmo di Mancini è persino inferiore a quello di Mazzarri. Il salto di qualità tarda ad arrivare, anzi si aggiungono problemi ad altri problemi.
@roccocoletti1
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