Pescara, 2018 nero e media da serie C

19 Aprile 2018

Solo 11 punti nel girone di ritorno e 4 spareggi all’orizzonte

PESCARA. L’incubo retrocessione non è finito. La situazione in classifica, per il Pescara, è rimasta invariata. Il Cesena è distante un punto, come la zona spareggi per non retrocedere. Il ko di Vercelli non ha alterato le distanze dalle inseguitrici, ma le partite da qui alla fine del torneo sono sempre meno.
Il Pescara nel girone di ritorno ha una media punti da far arrossire. È ultimo nella graduatorie dell’anno solare, insieme alla Cremonese. Sono infatti 11 i punti collezionati dopo il giro di boa.
Un 2018 da dimenticare. I biancazzurri non vincono da 11 partite, la Cremonese da 14. Il Delfino nel girone d’andata aveva raccolto 28 punti chiudendo l’anno all’undicesimo posto in classifica, con 33 reti realizzate e 37 subite.
Ora è diciassettesimo con appena undici punti in più e nel dopo Zeman appena 3 punti in 8 gare. Numeri impietosi (60 reti subite) quando da qui alla fine della stagione ci sono all’orizzonte quattro scontri diretti delicatissimi nelle prossime sei gare. «Tutte le partite sono difficili, ci servono 48-49 punti per salvarci», ha detto Bepi Pillon dopo la sconfitta di Vercelli. I biancazzurri, nonostante l’inferiorità numerica patita per oltre 80 minuti, al Piola hanno dato dimostrazione di essere una squadra viva, coraggiosa e lucida. Peccato, però, per alcuni errori dei singoli.
Gli errori. Fornasier che si fa beffare da Raicevic - giocatore che aveva sofferto anche in passato quando il montenegrino militava nel Vicenza - o Balzano che annaspa sulla fascia e soffre terribilmente Bifulco. Il primo degli imputati, però, è sicuramente Crescenzi, il quale, dopo appena undici minuti si è fatto buttare fuori per due cartellini gialli. Anche lui è stato messo in difficoltà da Bifulco, ma il secondo fallo è stato davvero ingenuo, come ha sottolineato anche Bepi Pillon. La squadra è viva, ma vanno eliminati certi errori altrimenti la strada verso la salvezza si farà sempre più dura.
Il cammino e gli spareggi. Il Delfino ha un calendario duro, perché, a parte la prossima gara con lo Spezia e l’ultima contro il Venezia, avrà quattro scontri diretti pericolosissimi con Ternana, Cesena, Novara e Ascoli.
Pillon deve centrare la prima vittoria della sua gestione e domenica (ore 17,30 all’Adriatico-Cornacchia) contro lo Spezia non può esserci occasione migliore. I liguri hanno 47 punti, sono praticamente salvi e hanno la zona play off a 5 punti. Una situazione di classifica apparentemente tranquilla, che il Pescara, però, non deve sottovalutare.
Le possibili novità. Pillon a Vercelli ha apprezzato la prestazione dei suoi giocatori, specie dei centrocampisti. Ha apprezzato l’equilibrio della mediana con Machin al posto di Coulibaly e ha notato la crescita di Filippo Falco, impiegato nel tridente offensivo a discapito di Capone. Questi due dovrebbero essere confermati contro lo Spezia, con Falco che potrebbe anche agire da trequartista con un possibile cambio di modulo con l’ex Benevento dietro le due punte. Pillon farà le sue valutazioni, ma i dubbi sono tutti nelle retrovie.
Esperienza nelle retrovie. Per domenica, infatti, è atteso al rientro il 37enne argentino Hugo Campagnaro che rileverebbe Fornasier. L’argentino ha saltato la trasferta di Vercelli per squalifica, ma ha anche accusato un fastidio al polpaccio. Gli esami strumentali non hanno evidenziato lesioni e Pillon dovrebbe recuperarlo per domenica. Al posto di Crescenzi dovrebbe agire Fiamozzi, anche se ieri è stato messo ko da una lombalgia.
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