Pescara a sprazzi, solo un punto

8 Dicembre 2019

Galano e Machìn illudono, ma il Venezia gioca meglio e acciuffa il 2-2 con Aramu nel finale

PESCARA. Il secondo pareggio casalingo di fila del Pescara suggerisce un paio di considerazioni legate alla partita contro il Venezia e al modo di intendere il calcio. Magari banali, ma essenziali. Una strettamente dipendente dall’altra. La prima riguarda la qualità dei giocatori in campo, quelli che danno del tu al pallone ed è determinante. Più degli schemi che pure aiutano a valorizzare il talento dei singoli. E il Pescara alla voce giocatori di qualità può iscrivere nomi del calibro di Machìn e Galano. Che sono letali, determinanti anche quando il Pescara non gioca bene. I numeri lo testimoniano. Insieme fanno 16 dei 26 gol dei biancazzurri in 15 giornate. Con quei due lì davanti ti puoi permettere anche di schierare un centravanti 19enne, Gennaro Borrelli, che ha bisogno di crescere, ma che con i movimenti e il fisico agevola le giocate delle due primedonne del Pescara. Che, però, rinvia l’appuntamento con il successo dopo la sconfitta di Perugia nel sabato in cui il Venezia dà dimostrazione di grande organizzazione di gioco all’Adriatico-Cornacchia. Ed eccoci all’altro modo di intendere il calcio: mentalità votata a proporre gioco. Sempre e comunque. Anche quando sei sotto di due gol e pensi che la gara sia segnata.
Il Venezia macina gioco, colpisce un legno, va a sbattere contro Kastrati, sbaglia qualche conclusione da posizione favorevole. Ma attacca fino a quando arriva il 2-2. Meritato.
Il Pescara si culla su se stesso. Sa che se hai la qualità di Memushaj, Machìn e Galano prima o poi il gol lo fai e ti puoi permettere anche di fare una partita difensiva, pur senza mai rinunciare a ripartire. Ma non bisogna esagerare, perché con il Venezia non basta. Alla fine sfumano due dei tre punti in pugno, perché Zauri è impreparato a fronteggiare Dionisi. Da rivedere le reti iniziali per capire quanta qualità ha a disposizione il Pescara. La prima, all’11’, esalta la vocazione all’assist smarcante di Memushaj che dal limite dell’area libera Machìn il quale con una finta manda fuori tempo la difesa dei lagunari per poi, con un tocco delizioso, mettere sulla testa di Galano, sul secondo palo, un pallone che ha bisogno solo di essere spinto nel sacco. Poi, tanto Venezia, sul piano del gioco e delle occasioni da rete. L’organizzazione e le qualità dei veneziani mettono in ambasce i biancazzurri a centrocampo. E così la squadra del bravo Dionisi va vicino al pari in più occasioni: gol annullato a Capello (22’), palo dello stesso Capello (33’), salvataggio di Kastrati (36’) ancora su Capello e pallonetto da buona posizione di Aramu (43’) di poco a lato. Nella ripresa, però, dopo 3’ accade quello che nessuno schema può prevedere, men che meno una perfetta organizzazione di gioco. Ovvero un colpo da biliardo di Josè Machìn dentro l’area da posizione defilata. Quello che gli altri pensano, lui riesce a fare e così parte un destro a effetto con palla che s’infila sul secondo palo all’incrocio. Roba da restare a bocca aperta. Non resta che applaudire. Il Venezia gioca e il Pescara è avanti 2-0. Ma il merito dei veneziani è quello di non mollare, di continuare a giocare e a tenere gli avversari sulle corde. Dionisi dalla panchina continua a inserire attaccanti, Zauri non riesce a arginare la pressione degli arancioneroverdi. Il premio a tanta ostinazione al 25’ con il tocco di Aramu sul secondo palo che diventa letale grazie alla deviazione di Kastrati. Partita riaperta con il copione ancor più accentuato: Pescara sulla difensiva, troppo schiacciato, e Venezia all’assalto. Mischie in area, Kastrati sempre sotto pressione fino a quando, al 44’, il trequartista Aramu viene pescato solo in area e il suo diagonale al volo cristallizza il 2-2, pochi minuti dopo la conclusione del possibile 3-1 di Brunori finita a lato. Questo pareggio ha un sapore amaro per il Pescara, Zauri alla qualità di alcuni singoli deve abbinare altro o quantomeno recuperare quanto già visto nel recente passato.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA