Pescara, assalto alla vetta L’Adriatico è l’arma in più

23 Novembre 2022

Contro il Catanzaro attesi 8mila spettatori, 1.500 in arrivo dalla Calabria  

PESCARA. Archiviata la pratica Turris con qualche rischio di troppo ma soprattutto con i tre punti riportati a casa, il Pescara da oggi riprenderà la preparazione in vista della grande sfida in programma domenica (ore 14.30) contro la capolista Catanzaro. Una sfida che vale il primato e che sarà giocata probabilmente davanti a 8.000 spettatori pronti ad invadere lo stadio Adriatico. Da Catanzaro è già arrivato un messaggio forte: venduti oltre 1.250 tagliandi ieri pomeriggio. Si arriverà al sold out (1.500 biglietti) con la curva sud (tutta per i calabresi) piena di colori giallorossi. E la speranza è che la risposta dei tifosi biancazzurri sia forte. L’obiettivo è il muro degli 8.000, il record di presenze stagionali contro il Cerignola è 4.600 i paganti. E quando la posta in palio è pesante Pescara ha sempre saputo rispondere.
Oggi la ripresa. Mora e compagni ieri hanno avuto un giorno di riposo, da questa mattina si tornerà sul campo e verranno valutate con esattezza le condizioni degli acciaccati. Non preoccupa il terzino Lorenzo Milani e non dovrebbero esserci problemi neanche per per il portiere Alessandro Plizzari e il difensore Alessandro Crescenzi. Il portiere si è fatto male ad un piede in hotel a Torre del Greco e, salvo sorprese, domenica sarà del match mentre il terzino ha smaltito il problema alla caviglia. Andrà invece valutato in settimana Jacopo Desogus: sarà fondamentale capire come l’attaccante reagirà ai carichi di lavoro dopo il fastidio muscolare.
Tornano Crescenzi e Lescano? Saranno giorni importanti per Alberto Colombo per valutare la migliori formazione da schierare contro il Catanzaro. La sensazione è che se Alessandro Crescenzi dovesse dare garanzie fisiche si riprenderà il posto in una difesa con gli intoccabili Cancellotti, Brosco e Boben. Tanti, tantissimi dubbi in mediana. Unico certo di una maglia è Luca Mora: impossibile rinunciare all’ex Spal. Il capitano rappresenta un valore aggiunto che Alberto Colombo vuole tenersi stretto. Kraja ha fatto bene, soprattutto nel secondo tempo a Torre del Greco, ma contro un avversario tecnico come il Catanzaro anche la qualità di Palmiero può tornare utile. E poi già da oggi si profila il ballottaggio tra Aloi e Gyabuaa: l’impatto avuto nel match dall’autore del gol del 3-1 non è passato inosservato. In attacco probabilmente solo Cuppone è certo di una maglia. Se Facundo Lescano, capocannoniere biancazzurro con 7 reti, in questi giorni dimostrerà ad Alberto Colombo di essere tornato quello di qualche settimana fa, il posto sarà suo. Altrimenti ancora fiducia a Vergani. Rebus di difficile soluzione a sinistra: Kolaj, Desogus (se darà garanzie fisiche), Tupta e Delle Monache chiedono spazio.
I numeri. Il Pescara con Alberto Colombo sulla panchina sta facendo semplicemente un percorso straordinario. In 14 gare ben 11 successi, 2 pareggi e una sola sconfitta in casa contro il Crotone. E c’è di più: in trasferta i biancazzurri con il Napoli sono i migliori dei campionati professionistici, con sei successi e un pari. Numeri da capogiro che avrebbero lanciato il Pescara in testa in qualunque altro girone, ma non in quello meridionale.
Il big match. Si respira già in città il profumo della partita che conta. Al netto delle frasi fatte che vogliono far credere che non sarà una partita determinate, i tre punti domenica avranno un peso specifico notevole. Trovare un difetto all’11 di Vincenzo Vivarini è compito assai complicato. Forse lontano da Catanzaro hanno concesso qualcosa di troppo come a Cerignola ed Avellino, quando gli avversari imposero due pareggi. O come a Monopoli quando arrivò il successo, ma con un clamoroso salvataggio sulla linea di un giallorosso su Simeri al 90°. Come dire: in trasferta non sono imbattibili. La chiave? Non tanto i duelli individuali quanto la risposta del gruppo: e il Pescara non secondo a nessuno.
Enrico Giancarli