Pescara, bisogna cambiare marcia

10 Novembre 2016

Prima del giro di boa servono almeno 8 punti per sperare nella permanenza in serie A

PESCARA. Prima della sfida Pescara-Empoli sembrava che la lotta salvezza fosse riservata a sole quattro squadre. Le due che appunto si sono affrontate domenica all’Adriatico, più Palermo e Crotone. La crisi di queste compagini faceva supporre di dover assistere ad un quadrangolare, nel quale solo la vincente avrebbe festeggiato la permanenza in serie A. Forse lo scenario resterà invariato, ma di certo la vittoria dell’Empoli contro i biancazzurri di Massimo Oddo ha reso meno netta la spaccatura in fondo alla graduatoria. La distanza tra la quart’ultima (Empoli) e le quint’ultime (Bologna e Sassuolo) è di tre punti: 10 per i toscani, 13 le emiliane, mentre Sampdoria, Udinese, Chievo (15 punti), Genoa e Cagliari (16) hanno un margine rassicurante sul Pescara (terz’ultimo con 7 punti).

In ogni caso, guardando le rose delle altre, Empoli, Pescara, Palermo e Crotone dovrebbero proseguire la battaglia per un posto al sole fino alla fine dei giochi. E il blitz a Pescara pone i toscani in posizione privilegiata rispetto al Delfino, calcolando la classifica avulsa. Ma tale ragionamento potrà essere ripreso più avanti. Al contrario, il discorso sulla quota salvezza è improrogabile. È noto che i classici 40 punti mettano tutti al riparo da spiacevoli sorprese, però, nelle ultime quattro stagioni una cifra inferiore si è rivelata più che sufficiente. Nel torneo 2015-16 Udinese e Palermo arrivarono quart’ultime collezionando 39 punti, l’anno prima l’Atalanta si assicurò una nuova partecipazione con 37 e, addirittura, nel campionato 2013-14 il Sassuolo si mise alle spalle tre squadre (Catania, Bologna e Livorno) chiudendo a soli 34 punti.

Chiaramente, se dovesse proseguire il passo da tartaruga, il Pescara non avrebbe alcuna chance di evitare la retrocessione. A 7 giornate dal termine del girone di andata i biancazzurri non hanno ancora vinto una gara sul campo. E i prossimi due impegni sono proibitivi. Il Delfino sfiderà la Juventus sabato 19 novembre e la Roma domenica 27. Poi Cagliari in casa, Crotone in trasferta, Bologna all’Adriatico, Palermo fuori prima di arrivare al giro di boa (8 gennaio) tra le mura amiche con la Fiorentina. Per restare agganciati al treno salvezza serviranno almeno 8, 9 punti, altrimenti la strada diventerà impraticabile. In particolare, dopo lo stop con l’Empoli, il Delfino non potrà permettersi ulteriori passi falsi con Crotone, che negli ultimi 7 match di andata ha 4 impegni duri (Torino, Milan, Juventus e Lazio), e Palermo, che ha un cammino sulla carta più “leggero”. L’Empoli è atteso dal doppio confronto casalingo con Fiorentina e Milan, poi gli scontri saranno più semplici. Infine, le prossime due partite potrebbero definire meglio gli orizzonti di Bologna e Sassuolo. L’undici di Donadoni vorrebbe allontanarsi dalla zona calda sfruttando i due match in casa con Palermo e Atalanta, mentre il Sassuolo di Di Francesco rischia di trovarsi nei guai: le prossime avversarie, da affrontare fuori casa, si chiamano Samp e Napoli. Ma se il Pescara non cambierà marcia, guardare in casa altrui non servirà a nulla.

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