«Pescara, che cuore! Bravi a non mollare»

15 Aprile 2018

Pillon esalta il Delfino: «Gran prova di carattere, ma l’arbitro ha sbagliato»

PESCARA. Scatenato. Un toro infuriato, per tutti i 90’, poi, il gol di Pettinari lo ha fatto esplodere di gioia. L’urlo al cielo, i pugni chiusi e la corsa verso il suo centravanti. Bepi Pillon è andato in tilt dopo il gol del 2-2. Sorride, in sala stampa, l’allenatore del Pescara, che ha acciuffato all’ultimo respiro il pareggio contro il Bari. Voleva una risposta dal suo Delfino, voleva che la sua squadra tirasse fuori gli attributi, ed è stato accontentato: «La risposta caratteriale c’è stata», dice Pillon al debutto davanti al pubblico pescarese. «Nei primi 20 minuti abbiamo concesso troppo anche se avevamo avuto le nostre palle gol, ma devo dire anche che c’era un rigore netto su Coulibaly». Due gol sotto e poi la rinascita. «Il raddoppio del Bari è stato viziato da un fallo evidente su Coda», che ha i segni dei tacchetti dell’avversario sul ginocchio. «Abbiamo disputato un grande secondo tempo e in dieci abbiamo pareggiato. Vuol dire che questa squadra ha un grande cuore». Gode Pillon e ringrazia l’Adriatico. «Devo ringraziare il pubblico che ci ha spinto e sostenuto nei momenti di difficoltà». Difficoltà che il Pescara ha avuto specie nella prima parte. «A Palermo abbiamo giocato benissimo. Oggi un po’ meno anche se nel primo tempo abbiamo creato un paio di buone opportunità. L’aspetto che mi conforta tantissimo è quello caratteriale. Nella ripresa siamo stati padroni del campo e questa squadra non molla mai».
L’allenatore trevigiano ha trasmesso alla squadra una grinta mai vista finora. «Abbiamo dei margini di miglioramento, perché fare due gol al Bari non è facile, lo abbiamo fatto imponendo il nostro gioco essendo padroni del campo». Qualcosa, però, non è piaciuto al tecnico biancazzurro. «L’arbitro forse non ha gestito bene la gara. Ha sbagliato in modo evidente sul secondo gol e siamo stati danneggiati perché l’espulsione di Campagnaro mi sembra eccessiva», dice Pillon, parlando anche della rissa finale. «Non ho ben capito cosa sia successo, anzi non c’erano motivi. Forse li avevamo noi perché a Campagnaro con una gomitata hanno aperto il sopracciglio con l’arbitro a un metro. Siamo stati punti dall’arbitraggio e peccato che martedì Hugo non potrà andare in campo». Pescara in crescita, ma salvezza ancora lontana: «A me piace che la squadra abbia sempre coraggio e cattiveria così come ha dimostrato in queste due partite. Dobbiamo assolutamente fare il prima possibile quei 48-49 punti che servono per stare tranquilli».
Il ritorno all’Adriatico per Fabio Grosso è stato agrodolce. «Nel primo tempo siamo stati padroni del campo in lungo e largo, ma nella ripresa abbiamo commesso due ingenuità. Usciamo da questo confronto con tanta delusione. Siamo rammaricati, perché forse avremmo meritato la vittoria», dice il 40enne allenatore pescarese doc e genero del dirigente biancazzurro Giorgio Repetto. Grosso ha vissuto una vigilia turbolenta con le scritte offensive nei suoi confronti apparse sulle mura di casa dei genitori. «Purtroppo il nome della città è venuto fuori per la superficialità di qualche persona, ma il mio giudizio non cambia. Un peccato perché viene macchiato il nome di Pescara che è una città civilissima».
E sulla partita, aggiunge: «Sono contentissimo della prestazione che abbiamo fatto, almeno nel primo tempo.. Bravo il Pescara nella ripresa, perchè bisogna ammettere che in campo ci sono anche gli avversari. Avremmo meritato tre punti, vogliamo trasformare l'amarezza in rabbia e coraggio per i prossimi impegni. I biancazzurri sono stati bravi a sorprenderci quando forse neanche loro ci credevano più».
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