Pescara, colpo di reni per sperare nella B

11 Agosto 2020

Prima va sotto e poi, quando il Perugia sembra in controllo della gara, nella ripresa piazza (con Galano e Maniero) l’uno-due vincente 

PESCARA. La forza della disperazione fa riemergere il Pescara. Che prima guarda in faccia la retrocessione in serie C e, poi, con un colpo di reni ribalta il risultato. Un 2-1 che gli permetterà di presentarsi venerdì sera al Curi con un leggero vantaggio nell’ultimo atto della stagione. Che è importante anche sul piano del morale vista la sequenza di prestazioni deludenti delle ultime settimane. Quella mancanza di carattere tanto rimproverata ai biancazzurri per mesi è emersa nella ripresa di una gara tattica, non bella, controllata per quasi un’ora dal Perugia che una volta in vantaggio stava gestendo senza grossa fatica la partita. Ma nel calcio basta un episodio per cambiare l’andamento di una serata. Il Pescara l’ha cercato e poi l’ha colto al volo. Sembrava la solita storia con i biancazzurri ad attaccare e a sbattere contro il muro. Sembrava, perché un colpo di testa a tanta negatività che caratterizza l’ambiente l’ha dato Cristian Galano, al 13’ della ripresa, incocciando un cross dalla sinistra del dirompente Masciangelo. Il punto di svolta di una gara giocata ad alta tensione. Il là a dieci minuti in cui il Pescara ha dimostrato di avere delle qualità sopite a lungo nel post lockdown. Il Perugia è andato in confusione e i biancazzurri ne hanno approfittato. Come se sugli spalti vuoti ci fossero stati migliaia di spettatori a trascinare la squadra in campo. Vicario ha respinto sulla conclusione di Maniero e poi lo stesso portiere perugino ha salvato sull’incornata di Campagnaro. Dieci minuti incisivi, culminati, con il fallo di mano in area perugina dell’ex Lanciano Falcinelli. Un tocco sanzionato dall’arbitro Livio Marinelli con il penalty. Gol di Maniero dal dischetto. Una folata biancazzurra che ha spazzato via un Perugia diligente per quasi un’ora. Tatticamente accorto, impostato da Oddo con un 3-4-2-1 a fisarmonica: abile sia a chiudere gli spazi che a ripartire. Scelte coraggiose (ad esempio bomber Iemmello per tutta la gara in panchina) quelle del tecnico pescarese dei biancorossi, costrette invece quelle di Andrea Sottil partito con Campagnaro e Scognamiglio al centro della difesa in un 4-3-2-1 poco equilibrato. Gli stenti degli ultimi tempi si sono trascinati in casa biancazzurra. Il Pescara ha faticato per un tempo a sviluppare gioco, qualche occasione estemporanea, mentre il Perugia ha trovato la rete con l’ivoriano Kouan Oulai a seguito di una ripartenza in cui Memushaj si è perso il centrocampista biancorosso in fase di penetrazione e la difesa si è fatta cogliere impreparata. Ritmo basso e manovra scontata: la reazione è apparsa pallida. Anche se sul finire del tempo il tocco di mano dell’ex Gyomber ha fatto gridare al rigore, ma il movimento dello slovacco non è stato abbastanza scomposto da convincere il Var Pezzuto a mandare Marinelli al video. Di certo, in A si sono visti rigori molto più generosi.
Avvio di ripresa con il Perugia, pur senza strafare, apparso padrone del campo. Sottil non ha cambiato niente in attesa che scoccasse la scintilla. Un’apertura di credito ripagata da un uno-due che consente di sperare nella salvezza. E così la prima fiammata di Galano è bastata ad illuminare la notte dell’Adriatico-Cornacchia. Il Perugia l’ha lasciato saltare solo di testa in area e il Robben della Puglia ha riscattato gli ultimi tempi pregni di delusione. Da Galano a Maniero: dieci minuti di un Pescara che lascia ben sperare per il ritorno dei play out e che poi soffre fino alla fine stringendo i denti. E rintuzzando gli assalti di un Perugia discontinuo, ma in possesso di mezzi enormi.
Missione compiuta: vincere, anche con il minimo scarto, era l’obiettivo realistico della vigilia, adesso qualche giorno per preparare la battaglia finale, quella che regalerà il verdetto. Sarà l’ultima occasione per salvare una stagione deludente che può riservare ancora un colpo di scena. Come la sfida di ieri sera.
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