Pescara da play off ora tocca ai tifosi

Media di 6.154 spettatori a partita: biancazzurri al 10° posto
PESCARA. Prossimo obiettivo, riconquistare l’affetto del pubblico. Grazie agli ultimi risultati il Pescara ha scalato la classifica issandosi al quarto posto. Un exploit che a partire dalla sfida casalinga in programma venerdì sera contro la Cremonese potrebbe essere accompagnato dall’aumento di presenze allo stadio. Finora i numeri sono stati deludenti e, dopo 12 giornate di campionato, nella graduatoria degli spettatori dei club cadetti il Delfino occupa la decima posizione. Sono 6.154 i tifosi che in media hanno seguito le partite casalinghe. Si tratta del dato peggiore negli ultimi otto tornei di B disputati dai biancazzurri. Dal 2010, anno della promozione dalla C con Eusebio Di Francesco, mai si era registrata un’affluenza così bassa all’Adriatico. Solo nella stagione 2014-15 con Marco Baroni in panchina c’erano numeri simili (media 6.371 spettatori) con la squadra che aveva iniziato il cammino con enormi difficoltà (10 punti in 12 incontri). Alla fine sotto la guida di Massimo Oddo, subentrato a Baroni all’ultima giornata, il Pescara ha sfiorato la promozione in serie A perdendo la finalissima play off contro il Bologna.
Gli ultimi 8 tornei di B. Nel 2010-11 la media all’Adriatico era di 8.757 tifosi, l’anno successivo 10.960 alla 12ª giornata e 13.940 a fine campionato, quando il Pescara di Zeman ha chiuso il torneo al primo posto tornando in A a distanza di 19 anni. Nel 2013-14, dopo la retrocessione, il Delfino è ripartito da Pasquale Marino (sostituito da Cosmi nel girone di ritorno) e anche in quell’annata il clima nello stadio era spesso incandescente (media al 12° turno, 9.493 spettatori). Nel 2015-16, stagione dell’ultima promozione in A con Massimo Oddo, la squadra portava in media 7.579 tifosi allo stadio. Nel 2017-18, di nuovo con Zeman, dati ancora più lusinghieri: 8.696 tifosi. Che però nella seconda parte del campionato sono diminuiti fino a toccare quota 7.571 al termine del torneo, chiuso con una faticosa salvezza all’ultima giornata sotto la guida di Bepi Pillon. Il declino è proseguito anche nello scorso torneo. Nonostante l’ottimo avvio del Pescara, alla 12ª giornata la media era pari a 7.236 spettatori che con il passare delle settimane è calata ulteriormente arrivando a 7.027 alla fine della stagione regolare. Il pragmatismo del tecnico di Preganziol ha condotto i biancazzurri in semifinale play off (persa con il Verona) senza tuttavia riuscire ad infiammare il pubblico (appena 11.165 presenze nella gara di ritorno contro gli scaligeri).
La mission di Zauri. L’estate scorsa la società non ha confermato Pillon e ha promosso al suo posto Luciano Zauri, reduce dal successo in Primavera 2 grazie a un gioco propositivo e spettacolare. Il diktat del presidente Daniele Sebastiani era proprio questo: in campo serve un atteggiamento offensivo, da sempre apprezzato dai tifosi. Dopo una prima fase di rodaggio vissuta tra alti e bassi, esperimenti tattici e cambi di modulo, ora il 41enne marsicano sembra aver intrapreso la strada giusta con il 4-3-2-1. Il trend incoraggiante degli ultimi tempi e gli evidenti progressi sul piano del gioco lasciano presagire un possibile incremento (seppur minimo) del numero di spettatori già dalla sfida contro la Cremonese. Nell’anticipo di venerdì (ore 21) sarebbe davvero triste vedere all’Adriatico meno di 6.154 tifosi.
Comanda il Frosinone. Al vertice della graduatoria degli spettatori c’è il club ciociaro che in ogni gara giocata allo stadio Stirpe accoglie in media 10.754 sostenitori (10.406 abbonati). Alle spalle del Frosinone c’è la Salernitana con 9.915, invece sul terzo gradino del podio figura il Benevento (9.452). Davanti al Pescara ci sono anche Perugia, Pisa, Cremonese, Ascoli, Cosenza e Crotone.
Salvo clamorose inversioni di tendenza, il pubblico pescarese difficilmente riuscirà ad avvicinarsi alle primissime posizioni, ma per dare un appoggio in più alla squadra, come è accaduto in passato, è lecito pretendere almeno l’ingresso nella zona play off, ossia entrare tra le migliori otto di questa speciale classifica.
Giovanni Tontodonati
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