Pescara deludente ko per i soliti errori

24 Gennaio 2021

Squadra ferma sui calci piazzati e un’altra leggerezza in disimpegno:  alla Salernitana bastano 25’ per tornare al successo e salire al 2° posto

Arrivano i rinforzi, ma i problemi restano. E fanno tremare il Pescara scivolato al penultimo posto in classifica. Seconda sconfitta di fila per i biancazzurri che cadono all’Arechi senza grosse recriminazioni, a causa di difetti strutturali che si trascinano. La difesa che resta a guardare sui calci da fermo è un evergreen per questo Pescara; così come accade spesso che gli errori in uscita finiscano per essere pagati a caro prezzo. Pomeriggio tipicamente invernale a Salerno: pioggia, freddo e vento accompagnano il ritorno di Roberto Breda nello stadio che lo vide protagonista sia in campo che in panchina. Non è quello che auspicava: la squadra non gli fa fare bella figura.
La Salernitana ha più fame dopo tre sconfitte di fila. Castori ordina l’assalto e bastano 25 minuti per mettere le mani sui tre punti che fanno salire i granata al secondo posto in classifica. Non è scintillante l’avvio, men che meno il resto della partita condizionata dal maltempo. Però, la Salernitana ha voglia e spinge. Soprattutto, è concreta Pressa e costringe il Pescara all’errore. Breda con il 5-3-2, Castori con lo stesso modulo, ma con gli esterni più alti. A spezzare l’equilibrio provvede il Pescara che resta a guardare sul calcio d’angolo: colpiscono di testa indisturbati prima Casasola e poi Djuric in area prima del tocco decisivo dell’ex attaccante del Teramo Gondo. Difficile se non impossibile vedere in B vedere una roba del genere. Due colpi di testa senza che nessun biancazzurro riesca a intervenire prima del terzo tocco, quello decisivo. Appena 7’ e il Pescara è già sotto, significa che la partita si mette in discesa per la Salernitana che al 25’ raddoppia punendo un errore in disimpegno con Ceter che calcia in orizzontale un pallone che Cicerelli ruba a Bellanova; l’esterno granata avanza indisturbato e dal limite fulmina Fiorillo. Fa tutto il Pescara e la Salernitana passa all’incasso. Partita finita per certi versi, dal momento che ne inizia un’altra. Breda, infatti, al 38’ toglie Jaroszynski - tatticamente inutile - e inserisce Machìn, passando dal 5-3-2 al 4-3-1-2. Gara più equilibrata nella ripresa, tenendo conto del fatto che la Salernitana ha già quel che vuole. Pescara più manovriero, aumenta il possesso palla, ma costruisce una sola vera palla gol. Al 9’ contropiede di Ceter che si trascina dietro mezza difesa, in area la palla buona ce l’ha Galano, il cui tiro debole viene però deviato da Belec. È l’occasione da rete più nitida di un secondo tempo che il Pescara gioca senza riuscire a mettere in difficoltà la Salernitana che dopo una settimana di ritiro ha fretta di tornare al successo. Alla fine entrano anche il redivivo Asencio e l’ultimo arrivato Odgaard. Niente da fare, encefalogramma piatto. Appena una rete (di Scognamiglio) nelle ultime cinque gare, di quelle degli attaccanti si sono perse le tracce. E il Pescara continua a prendere gol, la difesa a cinque dovrebbe aiutare la squadra a sentirsi più sicura e solida, ma se gli errori sono una costante e sui calci da fermo nessuno salta, beh è dura perseguire l’obiettivo salvezza. Perché se chiudi il girone d’andata al penultimo posto in classifica i problemi sono gravi e strutturali, altro che sogni di gloria!
E più che giocare di fioretto sarebbe ora che il Pescara imbracciasse la sciabola da combattimento. A partire da domenica a Verona contro il Chievo che ha pareggiato con l’Ascoli. Il 4-3-1-2 della seconda parte dell’incontro può essere un indizio per il futuro, ma Breda deve trovare un equilibrio. Ad esempio Machìn, serve per costruire gioco oppure per rifinire la manovra? A seconda delle opzioni potrebbe risultare superflua la presenza di Valdifiori. E poi è una squadra che si può permettere una linea difensiva a quattro? Poco convincente il debutto di Sorensen nelle retrovie, ma appare destinato a crescere in fretta. Tutto il Pescara deve darsi una mossa. Non c’è più tempo da perdere, bonus finiti. Bisogna cambiare marcia per non affondare.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA