Pescara, difesa solida con il rientro di Drudi

5 Marzo 2021

Era il reparto più perforato, ora un gol subito in tre gare

PESCARA. Tre partite e un solo gol subìto. Sembrano numeri da squadra di vertice, eppure riguardano il Pescara. L’avvento di Gianluca Grassadonia ha restituito compattezza ai biancazzurri e migliorato la fase difensiva, così la seconda retroguardia più perforata del campionato (42 gol subìti, peggio ha fatto solo l’Entella con 44) è diventata quasi una roccaforte. Al di là dell’unica rete incassata, nelle tre gare della gestione Grassadonia il Delfino è riuscito soprattutto a limitare in maniera considerevole i tentativi degli avversari, peraltro temibili come Frosinone, Lecce e Cittadella. Ovviamente, oltre alla strategia confezionata dal tecnico, i meriti della crescita evidente sono da assegnare anche agli interpreti che hanno giocato con attenzione, come raramente era accaduto nel corso della stagione. Tra i più convincenti, in questa fase, c’è di sicuro Mirko Drudi che è rientrato a Frosinone dopo un lungo infortunio. Un’assenza pesante, durata ben tre mesi e mezzo a causa di uno stiramento al legamento collaterale. Però, il periodo buio è alle spalle e Drudi è tornato ad essere protagonista dopo i giorni agitati del mercato estivo. Lo scorso settembre, infatti, il difensore era richiestissimo, in particolare in serie C, dove Ternana e Cesena erano pronte ad accoglierlo. Mirko era legato al Pescara per un altro anno (scadenza contratto 30 giugno 2021) e la società non sembrava intenzionata a rinnovarlo. Poi è intervenuto Massimo Oddo chiedendo alla dirigenza di trattenere il calciatore che, nel frattempo, aveva detto sì al Cesena, il club dove è cresciuto e gli aveva promesso un contratto triennale con la possibilità di iniziare in seguito il percorso da allenatore. Quando l’addio sembrava inevitabile, il presidente Daniele Sebastiani ha rotto gli indugi allungando il contratto di Drudi fino al 2022. Adesso è di nuovo un elemento prezioso, Grassadonia lo ha posizionato centrale di destra a Frosinone, poi al centro del trio difensivo nei successivi due match e, in quest’ultima posizione, l’ex Cittadella ha risposto alla grande guidando il reparto con autorevolezza. Reattivo, lucido e concentrato, impeccabile in marcatura e nelle “uscite”, Drudi ha provato anche ad alzare un po’ la linea rispetto al passato. Prima di lui, nel ruolo di centrale agiva Salvatore Bocchetti, a volte anche Gennaro Scognamiglio o Rodrigo Guth, ma la squadra era sempre schiacciata, prendeva troppi gol e pure in fase di costruzione palesava enormi difficoltà, tant’è che l’attacco del Delfino resta il meno prolifico della B. Ora, con Grassadonia in panchina, la formazione pare aver trovato un’invidiabile solidità e il prossimo step riguarderà lo sviluppo della manovra. Il 49enne tecnico salernitano è un amante del gioco offensivo, tuttavia, nel primo periodo della sua missione ha preferito concentrarsi sull’equilibrio. Obiettivo centrato. Però dalle prossime gare ci si aspetta qualcosa dalla metà campo in su, dove Grassadonia sta dosando l’impiego dei calciatori dotati di maggiore qualità. A Cittadella è rientrato tra i titolari Fabio Maistro e magari in futuro ci sarà spazio anche per i vari José Machìn, Dejan Vokic e Cristian Galano.
Intanto, i risultati stanno dando ragione all’allenatore che martedì ha conquistato il primo successo della sua nuova avventura. Il digiuno di vittorie del Pescara durava da due mesi (4 gennaio, 1-0 a Reggio Emilia), otto gare senza un sorriso avevano quasi spento le velleità di rimonta. Improvvisamente, lo scenario è cambiato e il Delfino ha agganciato l’Ascoli portandosi a -4 dai play out (al quart’ultimo posto c’è il Cosenza). C’è tanta strada da fare, restano 12 finali da disputare, e il Pescara proverà a centrare almeno l’accesso agli spareggi per non retrocedere. La zona salvezza è ancora lontana (7 punti), ma ora i biancazzurri ci credono e puntano la Spal, domani avversario all’Adriatico (ore 14).
Giovanni Tontodonati
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