Pescara dà spettacolo con un tris

3 Novembre 2019

Il miglior attacco della B esibisce una chiara dimostrazione di forza contro un Pisa fragile

PESCARA. Un monologo. Una chiara dimostrazione di forza nei confronti di chi nemmeno abbozza la resistenza, tanta è la differenza di valori in campo. Il Pescara cancella lo scivolone di martedì sera a Castellammare di Stabia con un’altra prova convincente dopo quella di una settimana prima con il Benevento. Biancazzurri a tratti spettacolari. Debordanti al cospetto di un Pisa, organizzato sì, ma fragile e povero di valori tecnici. Un risultato netto, sarebbe potuto essere ancora più largo con il rigore fallito e la traversa di Galano. Guadagna posizioni in classifica il Pescara, arriva in zona play off, soprattutto riscatta la sconfitta patita nel turno infrasettimanale. Lo fa con una risposta sul piano del gioco oltre che del risultato. Non a caso esprime il miglior attacco della serie B (20 gol) e questa volta riesce a tenere la porta immacolata. Questo Pescara ha tutto per poter disputare stabilmente un campionato nella parte sinistra della classifica, il problema è che a volte si intreccia con quello di Castellammare di Stabia, tanto per fare un esempio, e ne esce un grafico che sembra un encefalogramma impazzito.
Nel 4-3-2-1 disegnato da Zauri, il baby Borrelli ha ancora il compito di creare spazi, fare a sportellate con gli avversari e favorire gli inserimenti dei centrocampisti. Gli incursori Galano e Machìn sono letali, anche perché il Pisa a centrocampo è friabile. Appena uno squillo di Marconi dopo pochi secondi e poi il Pescara prende le redini del gioco in mano e detta il ritmo. Memushaj è devastante, ben assecondato da Palmiero. Il gol arriva subito, sugli sviluppi di un angolo di Memushaj, si sblocca Borrelli sotto porta di testa. Sorride Zauri che gli dà fiducia a dispetto di tutti. Il Pisa accusa il colpo, i biancazzurri hanno a disposizione il rigore del 2-0, al 21’, ma Galano si fa respingere la conclusione dal dischetto. Fioccano le occasioni da rete per il Pescara. Tanto che l’1-0 con il quale si va negli spogliatoi all’intervallo sta stretto ai padroni di casa.
Il tecnico pescarese Luca D’Angelo immaginava ben altro ritorno in quello che è stato il suo stadio dei sogni. E, dopo aver perso Belli, nella ripresa cambia il Pisa, passando dal 4-3-1-2 al 3-5-2. Sembrano più spigliati i nerazzurri, ma, dopo qualche minuto, anche Zauri passa al 3-5-2, facendo entrare Drudi per Palmiero. È la mossa che permette al Pescara di monetizzare definitivamente la superiorità, attraverso ripartenze che lasciano il segno. Al 18’ il solito Memushaj serve in corsa Galano che trafigge Gori in diagonale. Poi, dopo 4’, ancora il Pescara con Machìn che raccoglie un errato retropassaggio di Marconi, avanza e poi dal limite trafigge Gori. È il 3-0 che schiena il Pisa. Piovono altre occasioni, compresa la traversa di Galano. Ma ormai la partita è finita. Venti minuti di passerella con il Pisa che accetta il verdetto per manifesta inferiorità.
Se la gode Zauri. Una settimana fa il segnale forte del 19enne Borrelli centravanti, accantonando Brunori e Maniero, confortato dal poker al Benevento; questa volta Del Grosso e Bruno a casa per scelta tecnica, alla vigilia, gratificata dal tris ai toscani. Cambiano in corsa le gerarchie e, soprattutto, le valutazioni fatte in estate e il Pescara si toglie la soddisfazione di finire la partita con quattro millenials in campo: Bettella, Borrelli, Pavone e il debuttante Palmucci. Largo ai giovani, gli esperti vengono accantonati.
Ma resta il fatto che il Pescara è ancora indecifrabile, capace di tutto. Di tanti alti e bassi. Troppi.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA