Pescara gode, è la vittoria di Baroni

Insultato e fischiato al Biondi, l’allenatore (ex Lanciano) consuma la sua rivincita e trascina il Delfino al sesto posto
PESCARA. Quella di Lanciano è la sua vittoria. Nonostante il low profile, Marco Baroni si è preso la rivincita personale con il Lanciano. Al Biondi è stato sonoramente fischiato e coperto da insulti di ogni genere. Il Pescara ha strappato 3 punti preziosissimi nel derby, rilanciandosi alla grande in zona play off. Il Delfino ora è sesto in classifica insieme ad Avellino e Spezia. Nei giorni precedenti al derby, Baroni ha tenuto duro e non è caduto nella trappola delle provocazioni.
Non ha mai detto una parola fuori posto e non si è iscritto al partito delle polemiche. Ufficialmente, Baroni, non aveva etichettato il derby come “la partita”, ma una gara come le altre, da vincere a tutti i costi. E così è stato. I rapporti con il club frentano, dopo l’addio nella scorsa estate, si sono logorati, ma l’allenatore non ha mai risposto alle provocazioni di alcuni suoi ex giocatori, che, tramite i social network, non avevano gradito il suo passaggio al Pescara.
Baroni ha mantenuto la calma, senza mai replicare. Al Biondi, domenica, è arrivato novanta minuti prima del calcio d’inizio e ha sfidato la sua vecchia tifoseria con un sopralluogo prima della gara sul manto erboso del Biondi. Un gesto che ha dato carica ai calciatori biancazzurri, che, dopo il triplice fischio finale, hanno dedicato la vittoria al proprio allenatore. Dopo il ko di Frosinone la sua panchina si stava sgretolando, ma il gesto della società nel riconfermarlo ha dato una spinta in più allo spogliatoio che si è stretto attorno all’allenatore.
Un patto d’acciaio, un patto per i play off. «Per avere la certezza degli spareggi occorrono 63 punti», ripete Baroni come un mantra. Al Pescara, dunque, stando ai calcoli fatti dall’allenatore, servono ancora 9 punti per avere la certezza del pass per i play off.
Domani sera (ore 20.30) all’Adriatico arriva la Pro Vercelli reduce dal pareggio con il Latina e ancora in piena lotta per la salvezza. I piemontesi non hanno un rendimento positivo lontano da casa, con soli 9 punti conquistati sui 42 che hanno totalizzato finora (33 sono quelli strappati tra le mura amiche). Sulla carta, per il Pescara, è una gara facile, ma il Delfino quest’anno all’Adriatico ha sempre fatto molta fatica. I tre punti sono fondamentali calcolando che domenica si andrà al Partenio di Avellino per uno scontro diretto “bollente”. Baroni tiene molto alla gara con gli irpini e per questo motivo domani sera potrebbe attuare un massiccio turnover e il ritorno al 4-2-3-1. Sarà difficile tenere fuori Bjarnason, l’uomo derby, che nel girone di ritorno si è completamente trasformato, risultando il migliore dei biancazzurri con 7 reti realizzate e prestazioni d’alto livello.
Il Pescara non vuole fermarsi e, dati alla mano, dopo la svolta tattica, con l’abbandono del balbettante 4-3-3, lo scorso novembre a Brescia, ha conquistato 44 punti, risultando la terza forza del torneo dietro a Vicenza e Carpi per punti collezionati, riducendo anche le distanze dalle squadre che adesso lottano per i play off Frosinone (5), Bologna (5), Perugia (7), Avellino (10) e Spezia (10). I presupposti per un grande di finale di stagione ci sono tutti, ora però bisogna smaltire la sbornia del derby. Baroni ha rimesso tutti sull’attenti.
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