Pescara, il solito suicidio La difesa è un colabrodo

Ancora errori nelle retrovie: il Crotone vince e mette un piede in serie A
di Rocco Coletti
Un’altra sconfitta, la quarta di fila. Il Pescara di fine 2015 inizio 2016 è solo un pallido ricordo. E rischia di vedersi sfuggire anche la zona play off di questo passo. Altro che serie A diretta! Ha perso di nuovo e alla stessa maniera, per colpa delle disattenzioni difensive che stanno minando le certezze e il gioco di una squadra che regalava spettacolo. Era un orologio svizzero, coniugava risultati e gioco. Ora, invece, fa acqua da tutte le parti. Ancora una volta sul banco degli imputati c’è il pacchetto arretrato, quel che resta di una difesa che era un anello importante di un Pescara che andava a meraviglia.
Ma più che cercare colpevoli in mezzo al campo, andrebbero trovati dietro la scrivania. Ovvero in una dirigenza che al mercato di gennaio aveva una sola necessità, oltre a quella di tenersi stretti i suoi gioielli: rinforzare il pacchetto arretrato con centrali affidabili da mandare subito in campo. Missione clamorosamente fallita. Ed ecco i risultati: il Pescara in caduta libera atteso da un’altra trasferta, a Terni, alla vigilia di Pasqua.
Quasi tutti i gol del Crotone – tornato in vetta alla classifica avendo sorpassato il Cagliari – sono da imputare a ingenuità difensive. Una più clamorosa dell’altra. Ingenuità che si ripetono da tempo e sulle quali Oddo e il suo staff dovrebbero lavorare con maggiore efficacia. Il Pescara è una squadra che gioca costantemente ad handicap, ovvero sapendo di partire con uno o due gol da regalare agli avversari. Allo Scida un’altra imbarcata di gol, come a Vercelli. E ancora reti (due) sugli sviluppi di calcio da fermo. Difensori fermi mentre gli avversari colpiscono di testa: belle statuine che assistono alle prodezze dei rossoblù. Una disfatta che cancella anche quel poco di buono che il Pescara è riuscito a costruire. Perché il risultato non deve ingannare: i biancazzurri hanno dato la sensazione di voler reagire al momento negativo.
Ma partono sempre con il fardello degli errori nelle retrovie che sono una costante. E così anche giocano e lottano, andando a sbattere sul muro del Crotone, e poi pagano dazio appena la palla entra nell’area di Fiorillo. La partita dello Scida è la fotografia del momento: Pescara sotto 2-0 dopo 16’. Al 5’ Dos Santos colpisce sul secondo palo di testa un pallone – calciato dalla bandierina da Ricci – che attraversa tutto lo specchio della porta senza che nessun difensore la tocchi. E poi al 16’ il raddoppio, firmato da Palladino su assist di Ricci (tocca la palla con una mano) che non viene contrastato bene da Torreira in area. Quindi, pronti via e già 2-0 con Fiorillo che salva con i piedi sull’ex Martella al 20’. Ma il Pescara cerca di restare attaccato alla partita e al 27’ una conclusione dal limite di Caprari viene deviata in rete da Lapadula con Cordaz che resta a guardare. 2-1 e biancazzurri vivaci. Ma l’illusione dura poco, perché al 29’ Fiorillo esce a vuoto e Giuseppe Zampano può schiacciare in rete facilmente la palla del 3-1. Non molla la squadra di Oddo, ma il Crotone fa buona guardia davanti a Cordaz. L’intervallo dura poco per il Pescara visto che Oddo rimanda in campo i giocatori dopo pochi minuti e una bella strigliata. Le speranze di rimonta si vanno a far benedire perché all’8’ della ripresa è Ferrari a saltare solo in area, sugli sviluppi di un angolo, e a firmare la rete del 4-1. Gara ormai chiusa, nonostante Lapadula e soci continuino ad attaccare a testa bassa. Tanta tenacia viene premiata dal rigore del 4-2, procurato e realizzato da Ledian Memushaj. Pasquato sfiora il 3-4, ma Cordaz dice no. In avanti la squadra crea ed è pericolosa: è dietro che i problemi sono macigni insormontabili. Crotone di nuovo in testa (ormai in A con il Cagliari), Pescara ottavo (a pari punti con Brescia e Virtus Entella) e quindi ancora in zona play off per via degli scontri diretti. Partita spettacolare ed emozionante, certo, ma con il contributo determinante della difesa biancazzurra. C’era la possibilità di tornare al terzo posto in classifica e, invece, la squadra di Oddo ha acuito il suo stato di crisi.
@roccocoletti1
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