Pescara in volo verso la A: ora serve il grande pubblico

26 Gennaio 2016

Appello dei biancazzurri alla città per riempire lo stadio sabato pomeriggio Impressionante percentuale dei passaggi indovinati a Perugia: il 78%

PESCARA. Partita perfetta? Quasi. La sontuosa prestazione di Perugia resterà a lungo nella memoria dei tifosi pescaresi. Una dimostrazione di forza impressionante, un capolavoro tecnico- tattico, un’esaltazione di un calcio moderno e spettacolare, dove l’organizzazione dello spartito non raffredda la creatività, ma la valorizza appieno. Nel credo di Oddo il rispetto delle consegne, la distanza tra i reparti e il movimento simultaneo degli interpreti non spengono l’istinto. Lo esaltano. Il tweet del giovane tecnico nel post-partita (“Grande qualità e intensità per novanta minuti. Complimenti ragazzi!”) descrive in pochi caratteri l’apoteosi in terra umbra. Vero è che il Perugia era rimaneggiato, ma un simile epilogo non era affatto scontato. La netta supremazia territoriale si è manifestata con 4 reti, 21 tiri verso la porta avversaria, 790 palloni giocati (oltre 250 in più del Perugia) e il 78,9% di passaggi riusciti. Numeri inappellabili che hanno innervosito alcuni biancorossi. In particolare Pierpaolo Bisoli, protagonista di battibecchi a distanza nel primo tempo prima con Gianluca Caprari poi con Ledian Memushaj. Ad ogni calcio di punizione assegnato al Delfino il tecnico del Perugia si è lamentava con l’arbitro invitando (in modo provocatorio) i calciatori del Pescara a rialzarsi. In questi casi, quando la differenza di valori è palese, sarebbe meglio riconoscere i meriti degli avversari, ma ognuno ha le proprie convinzioni. In Umbria il Pescara ha conquistato la sesta vittoria di fila confermando i progressi evidenziati negli ultimi tempi. La continua crescita sta raggiungendo livelli altissimi. La consapevolezza delle proprie potenzialità e una maturità sempre più marcata inseriscono di fatto l’undici di Oddo tra le più serie candidate al salto di categoria. A questo punto, manca un tassello per il definitivo salto di qualità: il pubblico. Domenica al Curi di Perugiua c’erano oltre novemila spettatori eppure i biancorossi erano reduci da due sconfitte di fila; a Pescara, invece, la media degli spettatori è inferiore. Circa 7.000 tra abbonati e paganti al botteghino: troppo bassa per una città come Pescara che storicamente ha avuto una tifoseria calorosa e passionale. Tuttavia, pare che nelle ultime ore l’euforia sia cresciuta diventando contagiosa. In particolare sui social network dove a scatenare l’interesse ha contribuito anche un commento pubblicato su Facebook da Andrea Gessa. Questo il post dell’ex ala destra e attuale team manager del Delfino. «Non scrivo spesso di queste cose, anzi mai. Ma ora mi sento di dire che questi ragazzi meritino di vedere uno stadio ed una curva come li ho visti io... Perché ora è il momento di far vedere il vero stadio, è ora di far scoppiare l'Adriatico, di schiacciare sull'acceleratore e non voltarsi, ora è il momento di far vedere all'Italia i nostri bellissimi colori , perché… in tanti vorrebbero... in molti ci tentano... ma noi siamo il Pescara». Dunque, il tam-tam mediatico è iniziato. Sabato contro il Bari una sfida dal sapore di A.

Giovanni Tontodonati

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