Pescara, la beffa arriva nel finale

2 Marzo 2015

L’Asti trova la rete decisiva a venti secondi dai rigori e conquista la Coppa Italia

PESCARA. Beffa tremenda. Una volta ancora, dopo la Winter Cup e la finale scudetto del 2011, il Pescara è costretto a rinviare l’appuntamento con il primo trofeo della sua storia.

Il gol di Fortino, arrivato a 20’’ dalla fine, quando ormai tutto faceva pensare alla lotteria dei rigori, gela un palasport gremito in ogni ordine di posto, consegnando all’Asti di Tiago Polido la Coppa Italia.

Un vero peccato per i ragazzi di Colini, autori di una prestazione encomiabile, per quattro volte in vantaggio all’interno di una partita vissuta sul filo dell’equilibrio, condannati da una distrazione difensiva a un passo dall’ultima sirena.

Il pubblico ha però apprezzato lo sforzo dei biancazzurri, orfani, ed è bene ricordarlo, di due pedine fondamentali come Capuozzo e la punta, l’unica a disposizione, Rogerio.

Chi è sceso sul parquet però, non ha fatto rimpiangere le assenze. E questo è giusto sottolinearlo.

LA GARA. La posta in palio è altissima. L'avvio di partita, caratterizzato dall’altissima tensione, ne è la dimostrazione più lampante. Dopo neanche 7 minuti si accende una mischia cui partecipano tutti, nessuno escluso, dove gli arbitri faticano a riportare la calma. Quando si torna a giocare, il Pescara appare più concentrato e così Rescia approfitta di un errore di Wilhelm e porta in vantaggio i biancazzurri.

Lo stesso Wilhelm però vuole rifarsi e ci riesce qualche minuto più tardi trovando il pertugio giusto per battere Tatonetti. A 3.20 dalla sirena, PC decide di fare tutto da solo: prende palla, avanza e lascia partire una conclusione che Putano può solo vedere spegnersi in gol. Pescara 2, Asti 1 e squadre negli spogliatoi. Al ritorno in campo i pescaresi commettono 4 falli in 5 minuti, riducendo al minimo il margine di errore.

L’Asti capisce che è il momento giusto per spingere e ribalta il risultato grazie a Romano e Follador, prima che Caputo ristabilisca la parità, dando nuovamente fiato a tutto l’ambiente.

La partita potrebbe cambiare quando Duarte viene espulso e Canal trova la rete del 4-3 approfittando della superiorità numerica. Polido inserisce il portiere di movimento e i suoi trovano il pari sull’asse Follador, Fortino, Jonas. Il 4-4 manda le due squadre ai supplementari.

Qui, ancora una volta, il Pescara avrebbe la partita in pugno, quando Ercolessi sigla l’illusorio gol del vantaggio, con gli avversari ridotti in 4. Spalle al muro, l'Asti si gioca il tutto per tutto, ancora con il portiere di movimento. La mossa paga. Fortino trova prima il pareggio e poi, da azione d'angolo, segna la rete che porta la coppa in Piemonte.

Negli ultimi 20'' infatti, Jonas e compagni difendono con ordine il disperato tentativo dei biancazzurri di inserire il portiere di movimento. Il suono della sirena, che sancisce la fine dell'incontro, serve solo a certificare il successo dell' Asti.

Al termine della contesa, gli applausi di un palasport mai domo hanno il gusto amaro di successo, svanito sul più bello, e che mai come questa volta sembrava davvero a un passo.

Adriano De Stephanis

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