Pescara, la lunga lista degli affari sfumati

Tante operazioni saltate in estate per motivi economici
PESCARA. Pinilla, Gilardino, Borriello, Osvaldo, Simeone e via discorrendo. Un elenco sterminato di trattative senza il lieto fine. Guardando a ciò che è accaduto nel corso del calciomercato estivo emerge un scenario intriso di amarezze e rimpianti. Il Pescara è stato tante volte vicino alla chiusura di un affare, ma al momento decisivo sono spuntati problemi che lo hanno fatto svanire. Gli esempi più eclatanti riguardano le punte, ma anche i difensori. Quasi sempre l’ostacolo principale è stato di natura economica, talvolta per l’elevato ingaggio di un calciatore, in altre circostanze perché le richieste delle società proprietarie dei cartellini sono state ritenute troppo onerose.
Alla fine, mancano all’appello un centrale difensivo e una punta affidabili. Di sicuro con due pedine in più il torneo dei biancazzurri sarebbe stato meno traumatico. Tra i difensori trattati spiccano i nomi di Marko Leskovic, ex HNK Rijeka, Gaston Silva e Arlind Ajeti del Torino. Leskovic era praticamente un calciatore del Delfino (aveva comprato anche il biglietto aereo!), che avrebbe dovuto versare al club croato un cifra vicina al milione di euro. Ma il patron dell’HNK Rijeka Damir Miskovic non accettò il pagamento biennale (costo un milione di euro) e all’improvviso cedette il giocatore alla Dinamo Zagabria, che aveva incassato soldi freschi (23 milioni) dalla cessione di Marko Pjaca alla Juventus. Uno sgarbo difficile da accettare dopo che l’affare sembrava chiuso. Con Gaston Silva, invece, la responsabilità non fu del Torino, che aveva dato il placet al trasferimento in Abruzzo del nazionale uruguaiano. L’intesa con il 22enne, poi finito in prestito al Granada, saltò per soli 50mila euro. Spiccioli che privarono la squadra di un rinforzo di spessore. Infine, il caso Ajeti, l’albanese bloccato dal Pescara ben prima dell’inizio del mercato, che al termine di un tira e molla durato più di un mese rifiutò l’offerta (oltre 300mila euro all’anno) virando verso il Torino, che gli garantì quasi mezzo milione a stagione. Per la retroguardia, dopo intensi contatti, sfumarono anche Cesare Bovo del Torino, tornato di moda nei giorni scorsi, Joleon Lescott (finito all’Aek Atene, ora ha rescisso), Richard Guzmics del Wisla Cracovia, e l’interista Marco Andreolli, che rifiutò la destinazione. A centrocampo la società fu ad un passo da David Pizarro, che poi decise di smettere, come la punta Daniel Osvaldo, che ha scelto di fare il cantante.
Per l’attacco, la lista è stracolma. Uno delle maggiori delusioni riguarda Giovanni Simeone, cercato prima di tutti dalla dirigenza biancazzurra. Lo sbarco in Abruzzo sembrava imminente, ma ad un certo punto il River Plate non accettò più la formula proposta da Daniele Sebastiani: prestito oneroso con diritto di riscatto pari a 2.5 milioni. Alla fine arrivò il Genoa che prese Simeone a titolo definitivo per quasi 3 milioni e l’argentino è già a quota 4 reti in campionato. Delfino beffato anche da Matias Suarez ex Anderlecht, che scelse il ritorno in Argentina firmando per il Belgrano. Un pensiero fu fatto anche per Federico Melchiorri, però non venne trovato l’accordo. Problemi relativi all’ingaggio impedirono l’arrivo a Pescara di Gonzalo Bergessio, ora al San Lorenzo (un gol e un assist in 159 minuti giocati), Marco Borriello, 5 centri col Cagliari e Mauricio Pinilla che viaggiano su cifre vicine al milione all’anno. Per Bruno Petkovic (3 gol in B) non ci fu l’ok del Trapani, ma a gennaio non è escluso un ritorno di fiamma. Alberto Gilardino fece una scelta di vita (abita a Firenze) accettando l’offerta dell’Empoli e declinando la proposta del suo amico ed ex compagno di squadra Massimo Oddo. Costavano troppo, circa 7 milioni, l’attaccante colombiano Harold Preciado (5 gol in 7 partite col Deportivo Cali), che il club adriatico voleva acquistare in tandem col Napoli, e l’ex Udinese Nico Lopez (8 milioni), che finora ha segnato 7 gol in 12 partite in Brasile con l’Internacional Porto Alegre.
Alessandro Matri (una marcatura in stagione) rifiutò gentilmente il corteggiamento preferendo una compagine con maggiori ambizioni e firmò per il Sassuolo. Proprio col club emiliano, il Delfino ebbe i contatti più intensi, ma meno proficui. In ballo c’erano Marcello Trotta, Diego Falcinelli e poi Pietro Iemmello. All’inizio Trotta era il preferito, si pensava di poter chiudere la trattativa in pochi giorni. In seguito cambiarono le carte in tavola, sempre per questioni relative allo stipendio e il Pescara si tirò indietro. Finì a Crotone (finora 2 reti) insieme Falcinelli, che con i calabresi ha timbrato il cartellino già quattro volte, mentre Iemmello rimase in Emilia.
Gennaio è alle porte, il torneo ha detto che al Pescara sono mancati un difensore e un attaccante. Forse c’è tempo per rimediare.
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