Pescara, manca un rigore ma il pari col Bari è giusto

21 Marzo 2015

Nella ripresa negato un penalty netto per un fallo di Contini su Melchiorri

PESCARA. Tanto rumore per nulla. In diecimila (record stagionale di presenze) all’Adriatico-Cornacchia per vivere una notte magica, ma Pescara-Bari delude gran parte delle attese. Un misero 0-0, poca roba sul piano dello spettacolo. Altro che profumo di serie A! Partita godibile sul piano agonistico per un’ora, ma decisamente mediocre per quanto riguarda la tecnica. Risultato giusto, poche emozioni, sfida molto tattica. Sulla quale resta impressa una macchia: quel fallo da rigore di Matteo Contini su Federico Melchiorri al 10’ della ripresa. Netto il contatto in area del Bari, solare il rigore che, però, l’arbitro Fabbri di Ravenna non si è sentito di assegnare. E ha sbagliato perché anche le immagini hanno confermato la legittimità della richiesta dell’attaccante biancazzurro. Era l’episodio che poteva cambiare il corso di una partita bloccata in cui i tiri in porta sono stati merce rara. Il Pescara ha mirato per la prima volta lo specchio della porta di Guarna (respinta in angolo sul diagonale di Bjarnason) al 43’ della ripresa. Troppo tardi, troppo poco per sperare di domare un Bari messo bene in campo con un 4-3-3 che ha creato qualche imbarazzo al Pescara.

Buona la partenza dei padroni di casa: un quarto d’ora di calcio veloce e intenso. Fin quando il Pescara ha tenuto alto il ritmo della gara ha fatto bene, quando l’ha abbassato ha sofferto il Bari. Specialmente nel finale del primo tempo, i pugliesi hanno impensierito Fiorillo con l’attaccante Francesco Caputo e in un’occasione, al 36’, la respinta di Rossi a portiere battuto è stata provvidenziale. Baroni, cammin facendo, ha corretto il 4-4-2 iniziale per passare al 4-3-3 con Sansovini punta centrale, Melchiorri a destra e Pasquato a sinistra. Una mossa dettata più dall’esigenza di neutralizzare il Bari che dalla volontà di intensificare il potenziale offensivo.

Ma all’inizio della ripresa ecco l’episodio chiave, ovvero il guizzo di Melchiorri che ha messo in ambasce la retroguardia dell’ex Nicola, tanto che Contini è intervenuto in scivolata per falciare Melchiorri. Penalty ineccepibile, non per Fabbri. I rimpianti e le recriminazioni del Pescara sono tutti in quell’azione. Perché, per il resto, è mancato sul piano tecnico, tanti gli errori. A centrocampo è mancata l’ispirazione per azionare gli attaccanti i quali, tra l’altro, non erano in serata. C’era bisogno di inventarsi qualcosa per dare una svolta alla serata. Ma va sottolineata anche la buona prova del Bari. Tosto e reattivo. Anche per i pugliesi, però, al possesso palla non è corrisposta un’effettiva pericolosità negli ultimi venti metri. A fine partita si conteranno appena tre conclusioni in porta: due del Pescara (al 43’ della ripresa con Bjarnason e al 44’ con Caprari) e una per il Bari.

Per i biancazzurri si tratta del secondo pareggio di fila in casa e la conferma di un trend che li vuole in difficoltà all’Adriatico-Cornacchia rispetto alle potenzialità espresse in trasferta. E’ comunque il sesto risultato utile consecutivo per la squadra di Baroni che si consolida in zona play off in attesa degli altri risultati della 32ª giornata.

E’ il quarto 0-0 della stagione, il terzo tra le mura amiche. Il miglior attacco del campionato (53 reti dei biancazzurri) neutralizzato da un Bari in crescita anche se resta la sensazione di un passo indietro da parte del Pescara rispetto alle prove fornite nell’ultimo mese. Sabato la trasferta di La Spezia, uno scontro diretto in chiave play off. Un altro esame per continuare a sognare.

@roccocoletti1

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