«Pescara, non chiudo con una retrocessione»

30 Marzo 2017

Campagnaro torna in campo col Milan dopo 3 mesi di stop

PESCARA. L’ultima gara l’ha giocata lo scorso 22 dicembre a Palermo. L’ennesimo guaio al polpaccio lo ha tenuto lontano dai campi per oltre tre mesi. Ora Hugo Campagnaro è pronto per il rientro, anche se nelle undici partite in cui è rimasto ai margini il Pescara ha continuato la sua inesorabile discesa in fondo alla classifica racimolando tre punti (una vittoria e dieci sconfitte). Per certificare il ritorno in B dei biancazzurri si attende solo il conforto della matematica, ma il 36enne difensore argentino non vuole arrendersi. Anzi, Campgnaro lancia un appello per il futuro.

Campagnaro, domenica c’è il Milan. È pronto per giocare dall’inizio?

«Sono a disposizione, ma non so se giocherà dal primo minuto. Deciderà l’allenatore. Se dovessi avere la chance, mi auguro solo di dare un contributo, anche se la situazione in classifica è molto complicata».

Il suo contratto scadrà a giugno. Ci sono novità?

«No, per ora penso solo a concludere bene la stagione. Se le cose andassero male mi piacerebbe giocare un altro anno, non ho alcuna intenzione di ritirarmi con un risultato negativo».

Ha parlato con i dirigenti per l’eventuale rinnovo?

«Da parte mia non c’è nessun problema a continuare il rapporto. I dirigenti conoscono le mie intenzioni e se per loro andrà bene troveremo di sicuro un accordo. In caso contrario, cercherò un’altra sistemazione e vedrò di prepararmi per una nuova avventura in un’altra squadra. Sono sereno, penso solo a chiudere bene la stagione, poi vedremo quello che succederà.

Domenica all’Adriatico arriverà il Milan. Sentirà il profumo del derby?

«Ho vestito per due anni la maglia dell’Inter e di sicuro affrontare i rossoneri sarà uno stimolo in più per fare bella figura».

Nel 2007-2008 alla Sampdoria ha giocato con Montella. Che ricordi ha dell’attuale tecnico del Milan?

«Si vedeva già che aveva la testa giusta per intraprendere la carriera da allenatore. È diventato un ottimo tecnico, guida un club prestigioso, però faremo di tutto per mettergli il bastone tra le ruote».

Un giudizio su Zeman?

«Finora ho lavorato poco con lui. Non è facile prendere una squadra in corsa e risollevarla, specie in situazioni così difficili come quella che stiamo attraversando noi».

Che idea si è fatto sull’esonero di Oddo?

«Ha pagato per tutti. Come spesso accade nel calcio quando le cose non vanno nel verso giusto gli allenatori vengono mandati via. Oddo non è riuscito a risolvere i guai di questa squadra, ma non era lui il nostro problema».

Come si spiega il tracollo del Pescara?

«A livello mentale la squadra ha accusato la mancanza di risultati dopo le prime giornate di campionato. Siamo stati protagonisti di un discreto avvio di stagione, poi ci siamo demoralizzati perché le prestazioni non ha fruttato punti. Meritavano qualcosa in più, ma dobbiamo lottare fino alla fine perché le altre continuano a perdere».

Rosa inadeguata per affrontare la serie A?

«All’organico mancava un po’ di esperienza, ma è anche vero che ci è girato tutto storto. Il Pescara ha elementi di qualità, però le potenzialità sono rimaste inespresse. Anch’io avrei voluto dare un aiuto più sostanzioso ai miei compagni. Ero partito bene, poi il solito problema al polpaccio ha condizionato il mio rendimento».

Crede che il Delfino possa tornare in corsa per la salvezza?

«Nel calco può accadere di tutto. Crotone, Palermo ed Empoli sono in difficoltà come noi. Basterebbero due o tre risultati positivi per tornare a sperare. Bisogna dare il massimo e alla fine tireremo le somme. Non possiamo arrenderci».

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