Pescara ora ci ripensa e chiede di fare la A2

1 Agosto 2020

PESCARA. La Pescara Pallanuoto ci ripensa. Lo scorso 10 luglio la società di Cristiana Marinelli non ha iscritto la squadra alla A2, ieri invece ha chiesto alla federazione di essere ripescata nello...

PESCARA. La Pescara Pallanuoto ci ripensa. Lo scorso 10 luglio la società di Cristiana Marinelli non ha iscritto la squadra alla A2, ieri invece ha chiesto alla federazione di essere ripescata nello stesso campionato a cui aveva diritto di partecipare. Un cambiamento repentino nel giro di una ventina di giorni. In mezzo c’è la gestione delle piscine Le Naiadi, scaduta ieri e, presumibilmente, rinnovata per un anno dalla Regione. La Pescara Pallanuoto aveva spiegato la mancata iscrizione alla A2, dichiarando che non c’era la certezza di poter usufruire dell’impianto. Un concetto negato dalla stessa Regione. «Stia tranquilla la Pescara Pallanuoto, perché le piscine non chiuderanno, saranno disponibili indipendentemente da chi sarà il gestore», le parole di vari esponenti politici e istituzionali. E così è stato, perché le Naiadi sono aperte. In compenso in queste ore sarà ufficializzata la concessione della gestione all’Ati, di cui faceva parte e farà parte anche la Pescara Pallanuoto. Che adesso ha chiesto alla federazione di fare la A2. Una domanda che potrebbe essere esaudita, benché giunta fuori tempo massimo. In serie A1, infatti, la Sport Management avrebbe deciso di non ripartire ai massimi livelli. Così facendo, il campionato sarebbe a 13 squadre. Ripescandone una dalla A2, ecco che si aprirebbe il posto per il reintegro della Pescara Pallanuoto, seppur fuori tempo massimo. Un cammino contorto, condito da ripensamento, che comunque garantirebbe la sopravvivenza di un elemento della tradizione sportiva pescarese.
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