Pescara, pari beffa nel finale sfuma l’aggancio al 3° posto

28 Marzo 2022

Clemenza segna, ma il Delfino si spegne e il Pontedera strappa un punto

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PESCARA (4-3-3): Iacobucci 7.5; Zappella 5.5, Ierardi 5, Illanes 6, Veroli 6 (31’ st Frascatore sv); Pompetti 5.5, De Risio 66, Pontisso 6 (30’ st Diambo sv); Clemenza 6.5 (39’ st Memushaj sv), Ferrari 6.5 (31’ st Cernigoi sv) D’Ursi 5.5 (20’ st Rauti 5.5). A disp,: Di Gennaro, Rasi, Cancellotti, Nzita, Delle Monache. All.: Auteri

PONTEDERA (3-5-1-1): Melgrati 7; Matteucci 6, Shiba 6, Bakayoko 6.5; Perretta 6, Catanese 6, Caponi 6 (20’ st Foglia 6), Barba 6 (39’ st Benericetti sv), Regoli 6.5 (39’ st Mattioli sv); Serena 6 (19’ st Benedetti 6); Magnaghi 6.5 (19’ st Mutton 6.5). A disp.: Sposito, Nicoli, Martini, Di Meo, Marianelli, De Ioannon. All.: Maraia

Arbitro: Marotta di Sapri.
Reti: 15’ st Clemenza, 43’ st Mutton.
Note: spettatori 2.149 (ospiti 4) per un incasso di 12.118 euro. Ammoniti: Bakayoko, Caponi, Matteucci, Pompetti, Ierardi, Melgrati. Angoli: 7-7. Recupero: 1’, 4’.
PESCARA
Dal terzo posto in solitudine al quinto, dietro Cesena ed Entella, è questione di attimi. Pescara-Pontedera finisce 1-1, corre il minuto 41 del secondo tempo e la Fermana passa in vantaggio contro i romagnoli. Sorpasso in classifica finalmente effettuato, ma Mutton gela l’Adriatico e dopo poco il Cesena pareggia. Dal sorriso alla rabbia e il sinistro vellutato di Clemenza viene cancellato dall’amarezza e dalla consapevolezza di aver gettato un’altra occasione. Per il tecnico biancazzzurro Auteri va tutto bene o quasi, solite disamine che non entrano nel cuore del problema e che non vanno a cogliere i motivi veri di un passo falso che potrebbe compromettere la corsa al terzo posto.
Il Pescara si esprime bene quando l’avversario se la gioca, ma diventa piccolo piccolo quando tatticamente arrivano le contromisure alle qualità dei biancazzurri.
Sorpresa nella formazione iniziale, perché doveva essere la giornata di Rauti e invece c’è sempre D’Ursi esterno alto nel 4-3-3 di partenza. E tra i pali ecco il debutto nel suo stadio per Iacobucci. Ma un esordio così complicato non se lo aspettava neanche negli incubi peggiori, perché pronti via Regoli calcia a botta sicura con il destro e l’estremo difensore deve superarsi per evitare il gol. Sugli sviluppi dell’azione Serena di testa centra la traversa. Scampato il pericolo il Pescara inizia a giocare e per almeno 20’ mette paura al Pontedera. Il gol Ferrari forse lo ha anche trovato: il suo colpo di testa (10’) trova l’intervento prodigioso di Melgrati quando il pallone (forse) ha oltrepassato la linea. In serie C non c’è la goal-line technology e l’arbitro Marotta non ha gli aiuti della tecnologia. Ferrari guarda l’assistente e protesta tanto. A proposito dell’arbitro Maria Marotta di Sapri: direzione lineare e precisa.
Arriva il momento di Pontisso, l’ex Vicenza però non ha ancora esaurito il suo abbonamento con i legni e centra il quarto palo in maglia biancazzurra. Sfortunato. Il Pescara ha viaggiato per 20’ con il turbo inserito, ma il tecnico toscano Maraia trova le contromisure e i biancazzurri iniziano ad andare al piccolo trotto.
Nella ripresa si accendono i riflettori allo stadio Adriatico e la speranza è che si illumini qualche giocatore e la preghiera viene accolta da Clemenza che aziona il suo sinistro a giro, al 15’. Festa grande? No, inizia il calvario perché il Pontedera prende campo e serve un miracolo del portiere Iacobucci per evitare che Regoli (29’) trovi il pari.
Auteri effettua i cambi e propone Memushaj esterno offensivo. Soluzione che non porta a nulla e Delle Monache, che magari aveva il passo per quell’uno contro uno che non si vede più, resta in panchina. La beffa è servita al minuto 43. Mutton riceve da Bakayoko e fulmina Iacobucci. Dopo aver assaporato il terzo posto, il Pescara torna quinto. E questa volta fischi e mugugni sono più che meritati. Perché dopo il vantaggio è stato delittuoso far capire al Pontedera che poteva crederci. E domenica prossima a Lucca ci sarà da soffrire.
Enrico Giancarli