Pescara piange la morte di Trumbic

14 Marzo 2021

A Zagabria scomparso il tecnico del Triplete conquistato nel 1987

PESCARA. Ivo il grande. Ivo il cattivo. Ivo il buono. Ma soprattutto Ivo il generoso. Ivo il "papà" di tanti giovani pallanuotisti che si sono affermati a livello internazionale arrivando a conquistare le più alte vette. Giovani campioni come un certo signor Manuel Estiarte, divenuto il "Maradona della pallanuoto", oppure Marco D'Altrui (uno degli sportivi con più titoli al mondo), Amedeo Pomilio, per continuare a livello locale, con Franco Di Fulvio, Nello Rapini e via dicendo che costituivano l'ossatura del Settebello d'oro di Pescara e che proprio sotto la guida di quel signore alto, magro, croato e dalla lingua italiana stropicciata, nel 1987 conquistò il Triplete (scudetto, coppa campioni e Supercoppa). Una squadra rimasta nella storia e a cui Trumbic ha fatto per anni da chioccia, in tutti i sensi. Trumbic, "il grande Ivo" di nome e di fatto, è morto a 86 anni a Zagabria, lui che è di Spalato. Spalancando la commozione e il ricordo di tanti sportivi e amici che aveva lasciato a Pescara. Era diventata la sua seconda città e dove si era trovato subito bene quando Gabriele Pomilio andò un giorno a prelevarlo per iniziare a scrivere la storia. Un croato a Pescara? Sì, e Trumbic con la sua simpatia e schiettezza allontanò i più scettici. E pensare che aveva già da giocatore un curriculum di tutto rispetto con una medaglia d'oro a Città del Messico 1968 ed una d'argento a Tokyo 1964. Nel 1976 aveva poi guidato l'Olanda ad un bronzo olimpico. Incredibile, Wikipedia si ferma qui. Non accenna alla lunga pagina di Pescara.
Ivo nella piscina della Naiadi sembrava ci dormisse. Era sempre lì, a bordovasca, nello spogliatoio a parlare di pallanuoto. A condividere programmi, allenamenti con altri due personaggi che hanno contribuito a fare grande la pallanuoto a Pescara, il professor Mario Bernardi e l'indimenticato Luciano Bonnici. Trumbic avvicinò la preparazione fisica alla pallanuoto, portò schemi, tabelle e lavagnette riuscendo a imporsi senza tralasciare il fattore umano. Bastone e carota. Consentì alla pallanuoto di compiere un salto verso il professionismo. Dopo Pescara tornò di là dell'Adriatico, in Croazia. Ha continuato ad allenare club e nazionali. Ma a Pescara è rimasto il suo cuore.
Fra i tanti post che lo ricordano quello di Franco Di Fulvio, uno dei suoi tanti "allievi": “...non sei così, non fai così!!!” e “...dai un po’ più!!!”. Due frasi che ci dicevi spesso e che spesso facevo finta di non capire. Sappi che le ho capite dopo, nella vita di tutti giorni. Grazie mille. Buon viaggio Ivo".
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