Pescara, quanti punti persi!

Nel girone di ritorno si è fatto rimontare sei volte. Lanciano s’interroga sul futuro di D’Aversa
di ROCCO COLETTI
L’immagine più bella della domenica è arrivata da Cesena dove i tifosi hanno applaudito i bianconeri nonostante la sconfitta e, soprattutto, la retrocessione in serie B. Nessuna contestazione. I valori dello sport hanno avuto la meglio sulla logica perversa che regna in un mondo in cui se non vinci sei un perdente. Una cartolina che dovrebbe fare il giro d’Italia: i tifosi che riconoscono impegno e attaccamento alla maglia, malgrado l’esperienza nella massima serie sia durata solo una stagione. Tanto di cappello agli ultrà romagnoli che hanno a lungo cantato lo slogan: “Questa curva non retrocede”.
Applausi anche al Parma che non ha mollato di un centimetro nonostante il fallimento e il ritorno in B. E così al Tardini ha pagato dazio anche il Napoli che ha “perso” due punti nella rincorsa Champions. Più che prendersela con gli avversari, Higuain e soci farebbero meglio a recitare il mea culpa per il primo tempo “non giocato”. Poco male, visto che le romane hanno perso contro le milanesi. Niente sorpasso, quindi, da parte della Lazio sulla Roma. Settimo risultato utile di fila, invece, per l’Inter che continua a inseguire l’Europa League.
E’ ancora in stand by la vendita del Milan. Però, colpisce un concetto espresso da Silvio Berlusconi che continua a tenere accesi più forni in attesa di cedere le quote (maggioranza o minoranza?) del club. “Da quando sono entrati gli sceicchi i costi del calcio sono andati fuori controllo”. Giusto, ma il presidente dimentica che la stessa cosa fece lui quando mise i piedi nel mondo del pallone, facendo impennare gli ingaggi dei calciatori.
Infine, la Roma. Garcia ha ordinato un allenamento “punitivo” alle 8 del mattino dopo il passo falso con il Milan. A San Siro è tornato in campo Totti e ha segnato l’ex Destro. Una considerazione: Garcia, quello che a inizio stagione si era detto certo della conquista dello scudetto, ha fatto giocare il 37enne capitano sia in campionato che in Champions, inducendo Destro ad andare via a gennaio. Poi, ovviamente, Totti è andato in debito di ossigeno tanto che è finito in panchina. Ma non era meglio alternare i due come accaduto nella stagione precedente? Misteri giallorossi...
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