calcio

Pescara, rebus Gorgone e spunta l’idea Cangelosi

18 Maggio 2026

Il tecnico piace in B, il Delfino cerca un profilo esperto per la panchina

PESCARA

Tra meno di due mesi il Pescara riaccenderà i motori per provare a tornare subito in serie B. L’appuntamento a metà luglio sarà a Campo di Giove, la nuova sede del ritiro fino al 2030, dove il Delfino inizierà il percorso, si spera, verso una pronta risalita in cadetteria. La rifondazione è già cominciata. Dopo la cocente retrocessione in Serie C, il Pescara è pronto a voltare pagina partendo dalla panchina. La società, infatti, potrebbe cambiare guida tecnica, salutando Giorgio Gorgone dopo una stagione chiusa nel peggiore dei modi, con l’obiettivo adesso di affidare la ripartenza a un profilo capace di ricostruire entusiasmo e identità tecnica. Gorgone è molto stimato dal ds Foggia e dal patron Sebastiani, ma ha qualche squadra in B che lo sta seguendo (la Carrarese?).

In queste ore il club sta scandagliando il mercato degli allenatori alla ricerca della soluzione più adatta. Radio mercato parla di Ivan Tisci, reduce dall’esperienza positiva con il Pineto, che rappresenterebbe una scelta in linea con un progetto di rilancio sostenibile e orientato alla valorizzazione dei giovani. Il club biancazzurro, però, vorrebbe valutare un profilo diverso e più esperto.

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C’è un nome fatto al Delfino: Vincenzo Cangelosi. L’allenatore siciliano ha già guidato, Casertana, Foggia e Perugia, ma è noto soprattutto per essere stato il vice storico di Zdenek Zeman. A Pescara ha vinto la B nel 2012 da vice ed è stato con il boemo in quasi tutte le sue avventure. Cangelosi conosce bene l’ambiente pescarese e rappresenterebbe una soluzione d’esperienza, capace di gestire le pressioni di una piazza chiamata a rialzarsi immediatamente.

Al momento, però, non ci sarebbero ancora decisioni definitive: il casting resta aperto e non sono esclusi colpi di scena. Il Pescara vuole evitare errori e sa che la scelta del nuovo allenatore sarà il primo vero tassello della ricostruzione. La Serie C impone programmazione, equilibrio e idee chiare. E stavolta, in casa biancazzurra, non sarà concesso sbagliare. La tifoseria è delusa e arrabbiata. La contestazione dello scorso 8 maggio, dopo la matematica retrocessione in B, è stata durissima, portando anche conseguenze pesanti: divieto di trasferta fino a febbraio 2027, come anticipato dal Centro ieri.

Il Delfino dovrà ricostruire e ripartire, ma la sera dell’8 maggio, nella gara contro lo Spezia, c’è un particolare che non è passato inosservato: l’ovazione per il bomber dei liguri Gianluca Lapadula. L’attaccante, artefice nel 2016 della promozione in A del Delfino, è stato applaudito da tutto lo stadio Adriatico. E lui? Nessuna parola, solo un gesto semplice ma potentissimo: la mano sul cuore.

Un saluto sincero, quasi un messaggio silenzioso rivolto a una città intera. A fine giugno sarà svincolato e da La Spezia arrivano voci di un suo ritorno a Pescara. Per ora non ci sono certezze, soltanto suggestioni e qualche segnale che alimenta la fantasia. Ma nel calcio, spesso, le storie più belle iniziano proprio così: con uno sguardo verso la curva, una mano sul cuore e dieci anni che improvvisamente sembrano non essere mai passati.

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