Pescara resta in dieci e crolla nel finale

18 Aprile 2018

L’espulsione di Crescenzi dopo 11’ penalizza la prova dei biancazzurri Un punto di vantaggio sulla quintultima, ma dietro la classifica si accorcia

Al Piola arriva la prima sconfitta della gestione Pillon. Lo scontro salvezza va alla Pro Vercelli che resta sì fanalino di coda della serie B, ma accorcia la classifica a sei giornate dalla fine. Nonostante il passo falso, il Pescara resta ai margini della zona play out, mantenendo il punto di vantaggio sul Cesena, battuto in casa dall’Empoli, ma ora sono scesi a cinque quelli sulle ultime della classe. Situazione fluida e delicata, ci sarà da soffrire fino alla fine per conservare la cadetteria. A Vercelli è andato in scena un mezzo suicidio, perché Alessandro Crescenzi si è fatto espellere per doppia ammonizione dopo appena 11’ di gioco. Un paio di falli e altrettanti cartellini gialli a dir poco ingenui. Imprendibile Alfredo Bifulco per il biondo laterale di Marino (Roma). Praticamente, il Pescara ha giocato con un uomo in meno per oltre 80’ e la Pro Vercelli, che non vinceva e non segnava in casa dal 27 gennaio scorso (2-0 all’Ascoli), ne ha approfittato in quella che era un’ultima spiaggia. I biancazzurri hanno venduto cara la pelle: sono andati sotto, hanno pareggiato e tenuto il campo dignitosamente; poi, l’ingresso in campo dell’attaccante Raicevic ha spezzato l’equilibrio dal momento che nel finale ha meso a segno la doppietta decisiva. La squadra di Pillon non avrebbe rubato nulla se fosse tornata a casa con un punto. Ha lottato con il coltello tra i denti, a un certo punto sembrava anche in controllo della partita. Ma è bastata una disattenzione a pochi minuti dalla fine per restare a bocca asciutta. Pillon ha cambiato qualcosa nella formazione iniziale, rimanendo fedele al 4-3-3 che sta caratterizzando la sua esperienza in riva all’Adriatico, mentre Grassadonia ha scelto la difesa a quattro, mettendosi a specchio. E così l’avvio dei piemontesi è stato tambureggiante. Ne ha fatto le spese Crescenzi con i due gialli su cui c’è poco da recriminare. Dentro Balzano per Mancuso, ma è proprio il terzino a commettere il fallo da rigore su Bifulco, 21enne esterno d’attacco in prestito dal Napoli. Dal dischetto Vives non sbaglia, al 20’.
Il Pescara non crolla, reagisce. E al 35’ trova il pareggio con Machin, al secondo gol stagionale. Fiorillo ci mette una pezza al 43’, togliendo la palla dall’incrocio calciata da Berra. Nella ripresa buon avvio del Pescara con Falco che calcia e l’ex Pigliacelli che respinge. Partita equilibrata, i biancazzurri hanno la forza di ribattere colpo su colpo evitando di andare in affanno nelle retrovie. Ma nel finale Grassadonia fa entrare il montenegrino Raicevic al posto dello spento Rovini. Quando la gara sembra indirizzata verso il pareggio, ecco, al 38’, il tocco decisivo, quello sotto porta di Raicevic su cross di Gatto. La difesa resta a guardare e Fiorillo non può farci nulla. E’ la resa, perché il Pescara non ha più birra nelle gambe. E arriva addirittura il 3-1, in contropiede, su un pallone perso da Brugman che innesca Reginaldo per l’assist a favore di Raicevic. La Pro Vercelli torna al successo dopo 11 partite, mentre il Pescara l’ultimo sorriso l’ha fatto registrare il 10 febbraio scorso (1-0 alla Salernitana). Tanto dispendio di energie, una serata di grande sacrificio, ma la squadra di Pillon torna a casa a mani vuote. E con l’incubo della serie C, perché alle spalle le rivali sono tutte vive. Otto squadre in sei punti per tre retrocessioni e due posti nei play out. Domenica (ore 17,30) ci sarà lo Spezia, battuto in casa dal Brescia, all’Adriatico-Cornacchia. Serve la vittoria a tutti i costi.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA